Raggiungere il proprio cliente, quello giusto, è una delle regole fondamentali per portare avanti una attività di successo.

Succede spesso, infatti, che si spendano risorse (sia economiche che di personale e di tempo) per promuovere un’attività in maniera inefficiente, dubitando sulla effettiva efficienza del mezzo e, magari, perdendo risorse che avrebbero potuto fare aumentare gli affari, in un periodo di magra.

Le grandi aziende hanno, o dovrebbero avere, reparti e processi dedicati a questo specifico settore, mentre nelle piccole aziende, sempre più spesso si va ad intuitu imprenditorae.

Con il digitale diventato lo strumento centrale di ogni strategia imprenditoriale, le cose si fanno un poco più complicate.
Spesso infatti gli imprenditori che amano il fai da te, (convinti che) “tanto pagare qualcuno che faccia questo per la mia azienda non è necessario” investono somme e risorse solo ed esclusivamente seguendo le mode

Molti non comprendo che la scelta della giusta platea è fondamentale per massimizzare l’efficacia di una promozione ma anche per la “costruzione” della promozione stessa.

Un esempio esemplare è quello che sta accadendo in Italia -ma non solo- con Istagram (e che in parte è successo con Twitter anni fa)

Secondo il si dice generale avere un account su Istagram fa figa -di tendenza- l’azienda di turno,  invece -spesso- soddisfa solo l’ego dell’imprenditore;

Che non si abbiano le competenze necessarie, in termini di linguaggio, per usare il medium e, poi, in termini di risorse (creatività ma anche skill tecniche) non se ne preoccupa nessuno

Tanto è gratis!

Errore, se ci sei,

  • Punto numero 1 dovresti esserci seriamente!
  • Punto numero 2 dovresti fare la differenza (o almeno provarci)
  • Punto numero 3 dovresti  dedicare a quel canale il tempo, le risorse e le competenze che merita

Qui una serie di dati utili a tutti gli imprenditori per comprendere quanto alcuni social network possano essere particolarmente di nicchia e quanto possano differenziarsi tra loro gli utenti dei differenti social network.

Iniziamo con il re -dei social di massa- Facebook

Come si può vedere dall’immagine sopra, Facebook è il Social Network più utilizzato ( la ricerca è stata fatta in America, ma con le dovute differenze geografiche e culturali, può essere molto utile anche in Europa o per quegli imprenditori che tendono a preferire le esportazioni del Made in Italy nel mercato USA)

Il 72% degli utilizzatori di internet accede a Facebook, se invece consideriamo la popolazione totale il dato cala del 10% passando al 62% della popolazione totale.

Le donne sono in superiorità e proprio perché è il social di massa, tutte le fasce di popolazione -sia in termini economici che demografici- sono presenti.

Per promuovere i propri prodotti o servizi su Facebook dunque sarà necessario lavorare sulla tagettizzazione e questo non solo per arrivare meglio al cliente ma anche per non spendere soldi inutilmente.

Il sistema che Facebook utilizza per permetterti di targettizzare i tuoi annunci e le tue promozioni è abbastanza semplice e nello stesso tempo efficace, se si sa cosa si sta facendo.

Adesso passiamo a Twitter

Anche se i media mainstram continuano a dare informazioni che fanno sembrare -ad i meno attenti- che la piattaforma perde pezzi (in termini di management) e valore (in termini di valore delle azioni), le cose non stanno proprio così dal punto di vista dell’efficacia delle promozioni che si possono fare utilizzando il sistema di micro-blogging .

Anche su Twitter c’è  un sistema che permette di targettizzare gli annunci ed è bene saperlo usare se non si vogliono fare guai  ( farlo usare a chi sa farlo, sarebbe una buona opzione!) ma, ancora prima che si utilizzi quello di sistema per targettizzare, fare attenzione alla chart sotto potrà aiutarvi a capire se è il posto giusto per promuovere il vostro prodotto o servizio e la vostra azienda.

Solo il 23% degli utilizzatori di internet usa Twitter, meno di un quarto. Questo social assieme a linkedin è più presidiato dagli uomini che dalle donne, il guadagno medio di più della metà degli utilizzatori e tra 50/75.000$ e coloro che guadagnano più di 75 sono di più di quelli che guadagnano tra 50 e 75.ooo$.

L’utilizzatore tipo di Twitter vive in città ed il social che cinguetta è frequentato da quella fascia di età (i giovani adulti) che può spendere e spende per acquistare prodotti e beni di consumo. È particolarmente interessato all’acquisto di prodotti tecnologici (early adopter li chiamavano una volta)

Questi, invece, i dati demografici dei fruitori di Linkedin.

Circa il 25% degli utenti internet americani usa linkedin, più uomini che donne.

Linkedin è la migliore rete professionale che si può trovare online al momento, è affidabile ed è un ottimo posto per lavoratori, head unter e società che forniscono personale. È ottimo per promuovere servizi, più che prodotti e per auto promuoversi, maggiore  -anche di quella su Twitter- la presenza di persone che guadagnano più di 75.000$, ad alto tasso di spending

Comprendere chi è il vostro cliente e quanto il “cliente tipo della vostra azienda” è simile all’utente medio del differente social network è alla base di qualsiasi strategia promozionale.

Spendere i soldi (o le ore dei dipendenti) per esserci e fare i fighi va bene, ma non dovrebbero essere risorse dell’azienda ma del proprietario (sia che siano sodi o ore di lavoro) ad essere investite pubblicando foto discutibili, con frasi del tipo:

 se fallisci e non ci riprovi sei un fallito, se fallisci e ci riprovi, un giorno riuscirai

Chiarita questa cosa (che comunque ho scoperto nel tempo non essere così chiara a tutti gli imprenditori!) che vogliono (o meglio sono costretti dagli eventi!) [a] cominciare a promuovere i loro prodotti o servizi sul web, passiamo a qualcosa di un po’ più complicato ma allo stesso modo più interessante.

Come si misura l’efficacia di una promozione online?

Per gli addetti ai lavori ci sono tante, troppe varianti e variabili che intervengono, non è il caso di approfondire qui ed ora, a voi basti sapere che la misurazione più efficace per capire quanto i vostri prodotti o servizi stanno incontrando il gusto degli utenti (che raggiungete con i vostri annunci ) è il tasso di conversione

Il tasso di conversione misura la percentuale di conversioni (raggiungimento dell’obbiettivo, del goal, che ci si è imposti) rispetto al numero di visitatori che ha visitato il sito, e risponde alla domanda:

È quella giusta la platea alla quale sto mostrando i miei annunci e le mie promozioni?

Il tasso di conversione è, come tutto del resto, differente per differenti tipologie di prodotti e sevizi (categorie industriali) come potete vedere dalla tabella chat qui sotto

Chart tasso di conversione categorie industriali

Il tasso medio di conversione per differente categoria industriale è fondamentale per comprendere se si sta facendo mediamente bene o al contrario se si è più o meno efficaci, rispetto all’industria di riferimento.

Per leggere la chart sopra vi servono alcune info di base: il tasso di conversione media di questa chart è misurato con una ricerca condotta negli USA e riguarda questa volta esclusivamente Google adwords quindi il sistema che utilizza google per vendere spazi pubblicitari.

Google Adwords è comunque il più grande contenitore e venditore di spazi pubblicitari nel mondo occidentale e dunque fareste bene a considerare con la dovuta attenzione i dati qui raccolti.

Come potete vedere nella chart ci sono due diversi tipi di misurazione, Search e display Advertising e  ognuno ha un differente tasso di conversione, per non complicarci la vita, ora ci basterà sapere che sono due tipi differenti di formato per produrre promozioni con differenti tipologie di contenuto, se volete approfondire potete leggere qui qualcosa in più in merito

In Italia il tasso di conversione medio è mediamente più basso, l’ultima ricerca in merito la ha fatta Casaleggio Associati che stima un tasso di conversione medio è l’1,9%.

Diciamo che va dal 1% al 3% a seconda della categoria.

Al tasso di conversione  è legato il CTR (Click Throught Rate) che è la “metrica” che misura la percentuale di click al nostro link (dunque alla nostra promozione) degli utenti che cercano qualcosa su Google (quanti su cento utenti hanno cliccato sul nostro annuncio?)

È (anche questo) molto importante per capire se ci stiamo promuovendo in maniera giusta  e se la nostra call to action è efficace, nella chart sotto potete vedere la media del CTR per differenti tipologie (anche questa prodotta da uno studio fatto negli USA nel 2015.


Non è un mondo semplice quello del marketing digitale ma è sempre più indispensabile fare parte di questo mercato, per crescere e spesso per non perdere quote di mercato.

Passiamo ora ad un’altra informazione molto utile all’imprenditore che volesse intraprendere una attività di promozione online:

I costi!

 Ricordo che i dati esposti nella chart provengono da uno studio che è stato fatto negli USA e che dunque rispetto al mercato italiano ci sono delle differenze.

Bene, tirando le somme possiamo dire che

In Italia le statistiche dicono che le vendite online sono meno del 10% del mercato totale, il che vuol dire che:

  • Ci sono enormi vantaggi nel entrare ora in questo mercato
  • Meno concorrenza e possibilità di sperimentare modelli di vendita innovativi
  • Possibilità di investire meno e meglio (rispetto a quello che avverrà quando il mercato sarà più saturato) in promozione in confronto a qualsiasi altro canale di vendita con potenzialità medesime

Enormi possibilità di guadagno per alcuni profili professionali quali ad esempio

  • Professioni sanitarie: psicologi, fisioterapisti ecc…
  • Professioni legali: avvocati, consulenti legali ecc…
  • Ditte specializzate quali ditte di idraulici, elettricisti e in generale tutti coloro che intervengono in maniera rapida a risolvere un problema tecnico.

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