Come va il settore del turismo quest’anno? 

Questa è una overwiew a livello globale tratta dai dati del #ITB2016

Punti chiave:

  1. Il numero di viaggi verso l’estero in tutto il mondo è aumentato del 4,5% nei primi otto mesi del 2015, secondo i risultati del World Travel Monitor di IPK International. 
  2. Cresce abbastanza (del 4%) della spesa media per notte, del doppio rispetto allo scorso anno. 
  3. Il numero di pernottamenti è aumentato del 3% da gennaio ad agosto, portando il totale globale a 7,5 miliardi di notti. 
  4. La durata media del soggiorno è stata di 7,3 notti, anche se la tendenza a lungo termine è che a crescere sono principalmente i viaggi brevi (1-3 notti) rispetto ai viaggi più lunghi.

In effetti, i viaggi brevi ora costituiscono il 33% di tutti i viaggi verso l’estero rispetto al 37% per i viaggi di 4-7 notti e del 30% per 8 o più notti.

Esistono e crescono novità come quelle offerte da player come Airbnb ma anche gli alberghi di lusso hanno continuato ad aumentare le loro quote di mercato, mentre altre categorie hanno perso quote di mercato in tutto il mondo.

Come mostra il grafico, l’outbound nel  mondo -in termini di viaggi- è cresciuto a tassi simili a quelli degli ultimi anni, mentre la spesa per notte sta crescendo più velocemente che negli ultimi due anni.

Tendenze di viaggio mondiale (cambiamento percentuale rispetto all’anno precedente ) 
La crescita globale dell’outbound quest’anno è stata -ancora una volta- guidata dai paesi del continente Asia/Pacifico (+ 5%) e dal Nord America (+ 5%) mentre il Sud America (+ 4%) segue sorprendentemente, e bene. 
A livello europeo l’outbound è cresciuto di un buon 4,5%, grazie al miglioramento delle condizioni economiche. 

Il Medio Oriente è cresciuto del 9%, ma l’Africa è scesa del 6%.

A livello di singoli paesi, la Germania rimane il ‘paese campione del mondo in termini di viaggiatori‘ il numero uno in tutto il mondo per il turismo internazionale, seguita da Stati Uniti e Regno Unito. 

Escludendo tutti i viaggi a Hong Kong e Macao, la Cina si trova al quarto posto in classifica. 

Gli Stati Uniti, la Cina e la Germania sono i primi tre paesi in termini di spesa.

  

Gli arrivi a livello globale sono cresciuti del 4% per un totale di 810 milioni in tutto il mondo nei primi otto mesi del 2015, secondo le cifre dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) rese pubbliche lo scorso ottobre. 

L’Europa, destinazione regionale più visitata al mondo, ha registrato un robusto incremento del 5% negli arrivi turistici internazionali, il più alto in tutte le regioni e un risultato notevole per una regione piuttosto matura. 

Le regioni Asia/Pacifico, Americhe e Medio Oriente crescono tutte del 4% , mentre i dati limitati disponibili per l’Africa fanno supporre  una cifra stimata nel 5% di riduzione del numero di turisti. 

La domanda è stata complessivamente positiva, sebbene i flussi turistici sono stati influenzati  dalle forti fluttuazioni valutarie, come è stato sottolineato da  UNWTO.

Molte destinazioni sono state avvantaggiate dai tassi di cambio più favorevoli, mentre altre sono diventate più costose.

Le cifre di gennaio – agosto 2015 sono per lo più in linea con le proiezioni UNWTO per l’intero anno, previsioni del mese di gennaio, quando l’UNWTO ha previsto -appunto- un aumento del 3-4%  degli arrivi turistici internazionali in tutto il mondo, con un tasso di crescita simile per l’Europa, 4-5% per l’Asia e il Pacifico e le Americhe, e 2-5% per il Medio oriente. 

L’unica eccezione è l’Africa, dove la diminuzione di turisti è in contrasto con le previsioni.

“Il turismo internazionale ha mantenuto la sua forza, nonostante le sfide geopolitiche, e continua a crescere.” 

Michel Julian

Più in generale

Le principali tendenze nel nell’outbound internazionale sono, secondo il World Travel Monitor

  • la forte crescita dei viaggi in città
  • le vacanze in crociera 
  • I viaggi a lungo raggio

Sempre più persone scelgono il viaggio all’estero per la vacanza, con una crescita del 34% tra il 2007 e il 2014. 

  • Le crociere hanno avuto un incremento del 248% nel corso dei sette anni, mentre viaggi in città sono cresciuti dell’82%, raggiungendo una quota del 22% di tutti i giorni festivi.
  • In confronto, le vacanze Sun & Beach sono cresciute del 39% tra il 2007 e il 2014 e costituiscono il 29% di tutte le vacanze. 
  • I Tours sono cresciuti più lentamente (del 21%) e costituiscono il 20% di tutti i viaggi per le vacanza. 
  • Al contrario le vacanze in campagna hanno subito una stagnazione in termini di volume e ora rappresentano solo il 7% di tutte le vacanze.

Correlata alla forte crescita dei viaggi in città è la tendenza verso una maggiore destagionalizzazione. 

Il numero di viaggi effettuati tra gennaio e aprile è aumentato del 60% 2007-2014 e rappresenta ormai il 27% di tutti i viaggi. 

In confronto, i viaggi estivi  (maggio – agosto) sono aumentati del 17% e hanno una quota del 41%, mentre quelli a Settembre – Dicembre sono aumentati del 16% e hanno una quota del 31%, secondo le cifre World Travel Monitor.

Nello stesso periodo, i viaggi a lungo raggio sono cresciuti del 17% del mercato totale in termini di viaggi e del 29% in termini di spesa. 

La spesa media per viaggio a lungo raggio è stata di US $ 2,930 nel 2014. Questi sono i primi mercati di origine dei viaggiatori a lungo raggio:

  • Gli Stati Uniti (20%)
  • Regno Unito (8%)
  •  Cina (7%)
  • Canada (6%)
  • Giappone (5%)
  • Germania (5%) 

Nel mercato dei viaggi d’affari, il segmento MICE (Meeting, Incentive, Congressi e Fiere)  è cresciuto del 37% tra il 2007 e il 2014, raggiungendo una quota di mercato del 54%. 

Il tradizionale segmento viaggi di lavoro, fortemente influenzato da soluzioni tecnologiche che permettono sempre più spesso di ridurre il numero stesso dei viaggi, è diminuito del 14%.

Le prospettive per i viaggi nel mondo -nel 2016- rimangono positive. 

  • Il 42% degli intervistati ha intenzione di fare la stessa quantità di viaggi/vacanze di quest’anno, il prossimo
  •  il 30% pianifica di viaggiare di più 
  • solo il 20% vorrebbe ridurre 
  • le crisi influenzano la pianificazione del viaggio per il 45% degli intervistati
  • Il 55% dice che non ne è influenzato 

Nel complesso, la previsione di crescita del turismo internazionale è del 4,3% per il 2016, secondo IPK International.

 La crescita più forte ce la si può aspettare dall’Asia (+ 6,1%) e  dal Nord America (+ 5,1% in totale, ma + 5,9% dagli USA). Gli Europei contribuiranno alla crescita del turismo globale, con un aumento del 2,8% in viaggi verso l’estero. 

Il desiderio di viaggio dei latinoamericani è relativamente contenuto, e hanno in programma solo l’1,9% di viaggi/vacanze in più rispetto ai viaggi fatti nel 2015.  

 Tendenze di viaggio in Europa 

Gli europei hanno viaggiato abbastanza all’estero, nel 2015, e stanno continuando a viaggiare nel 2016, ma potrebbero preferire destinazioni più sicure visti i continui attacchi in tutto il mondo.

Pur considerando questo contesto, il numero di viaggi verso l’estero da parte degli europei è aumentato di circa il 4,5% nel corso dei primi otto mesi del 2015.

Tuttavia, la domanda per destinazioni differenti ha fluttuato fortemente quest’anno, con alcuni paesi dell’Europa meridionale, Nord Africa e del Medio Oriente che hanno sofferto particolarmente. 

“Molte destinazioni hanno affrontato problemi quest’anno, in certi casi respingendo i viaggiatori, qualche volta in massa. 

I turisti europei stanno scegliendo le destinazioni più sicure e, in alcuni casi,  stanno addirittura spostando le vacanze preferendo ai  viaggi internazionali le vacanze in Europa  “, Rolf Freitag.

Nel complesso, i viaggi fuori dall’Italia Europa sono cresciuti di circa il 8,5% tra il 2007 al 2014, raggiungendo un totale di 444 milioni di viaggi nel 2014. 

Durante questo periodo, la quota dell’Europa occidentale è scesa a poco più del 40%, la quota del Nord Europa si è attestata al di sotto del 25%, mentre l’Europa orientale è cresciuta arrivando ad oltre il 20% del mercato totale outbund, in Europa. 

Circa l’85% dei viaggi internazionali fatti dagli europei sono verso destinazioni in Europa, secondo le cifre World Travel Monitor.

Come nel resto del mondo, anche in Europa sono in crescita i viaggi in città ed i long week end. 

Di conseguenza, la durata media di un viaggio è scesa a circa 8 notti nel 2014 da circa 9,5 notti nel 2007. 

La spesa è leggermente superiore a 105 euro a persona a notte, ma leggermente inferiore complessivamente per il viaggio (825 euro a persona) e questo è principalmente dovuto alla diminuzione della durata media del viaggio.

Le Prenotazioni online hanno raggiunto circa il 65% come lo scorso anno, mentre le prenotazioni delle agenzie di viaggio sono sceso a circa un quinto.

Buona la crescita dei viaggi verso l’Europa

C’è stata una maggiore domanda per le destinazioni  Europee quest’anno, rispetto agli anni precedenti 

Il numero di arrivi internazionali in Europa è cresciuto del 5% tra gennaio e agosto 2015.

“L’Europa sta avendo un anno di crescita del paraurti che sta consolidando i risultati solidi degli anni precedenti. Un euro più debole è bene Ting viaggio in entrata. ” Michel Julian, Coordinatore Tecnico del programma Trends nel mercato del Turismo della UNWTO

Una stagione estiva molto frizzante ha contribuito a fare raggiungere notevoli risultati all’Europa. Questi i dati: 

  • Europa dell’Est (+ 7%)
  •  Nord Europa (+ 6%)
  • Mediterraneo meridionale Europa (+ 5%) 
  • Europa Occidentale (+ 4%)

L’Europa ha visto una crescita positiva negli arrivi turistici internazionali nel corso dei primi otto mesi del 2015, crescita spinta soprattutto dai viaggi intra-regionali da mercati come il Regno Unito e la Germania, secondo le European Travel Commission (ETC).

In termini di viaggi di lungo raggio (inbound), l’ ETC si aspetta un forte aumento (del 30%) negli arrivi cinesi e un buon incremento (11%) dagli Stati Uniti, ma un calo del 18% dalla Russia per il 2015 nel suo complesso.

Guardando al futuro, l’Europa può generalmente aspettarsi  un aumento di visitatori internazionali a lungo raggio provenienti da importanti mercati secondo un recente sondaggio del ETC.

Guardando al prossimo anno, IPK  prevede un aumento del 2,8% in viaggi in uscita dall’Europa, in base al suo indice fiducia che misura le intenzioni di viaggio.

Secondo l’indice, il 70% degli europei vogliono viaggiare nel 2016 almeno quanto hanno fatto nel 2015.

Il tasso di fiducia più alto è nel Regno Unito e in Spagna (entrambi + 6%), subito dopo la Polonia (+ 4%) e la Germania (+ 3%). 

Viceversa, i consumatori francesi sono solo leggermente più ottimisti circa le loro intenzioni di viaggio per il 2016, mentre la fiducia che possano aumentare i viaggi nel 2016 è più bassa in Russia e in Italia (entrambe -2%).

  I consumatori in Cina, Stati Uniti e Giappone hanno tutti giudizi  positivi rispetto a “viaggiare in Europa” mentre l’intenzione di viaggiare in Europa tra i cittadini russi si è significativamente e comprensibilimente abbassata nell’ultima parte del 2015 (settembre-dicembre 2015).

Il ​​dollaro forte è un ottimo stimolo per considerare l’Europa come destinazione di viaggio per viaggiatori degli USA a medio e alto reddito. 

In Cina, il sentimento positivo è in gran parte guidato da persone di più giovane età. 

Al contrario, le intenzioni di viaggio -in Europa- da parte dei cittadini  russi per sono diminuite drasticamente a causa di un mix di fattori, con un prevedibile calo del 18% negli arrivi russi in Europa anche quest’anno.  

Il continente Asia-Pacifico rimane un mercato in crescita tra i più importanti per i viaggi per il mondo con un aumento del 5% nell’outbound, nonostante il rallentamento dell’economia cinese. 

Ancora più forte la crescita (del 6,1%) per tutto il 2016. 

La crescita economica in del continente è leggermente rallentata quest’anno, ma resta a un livello elevato, secondo cifre dell’Istituto  Economic Research di Monaco di Baviera

Dopo una crescita del PIL del 5% nel 2014 e del 4,7% nel 2015, la crescita media del PIL prevista per il 2016 e del 4,9%. 

Il consumo interno sta crescendo più velocemente della crescita economica media, globale, come dimostra il fatto che la classe media emergente continua a spendere per beni di consumo, mentre le esportazioni contribuiscono meno alla crescita complessiva nella regione. 

Tendenze simili per la Cina, dove l’economia ha rallentato un po’ quest’anno, ma continua a crescere ad un tasso tra il 6% e il 7% all’anno.

Il numero di viaggi verso l’estero effettuati da viaggiatori provenienti dal continente Asia Pacifico è aumentato di circa il 5% tra gennaio e agosto di quest’anno, secondo i dati del World Travel Monitor.

Questo a seguito di una crescita del 6,5% nel 2014. In confronto, il numero di viaggi verso l’estero in tutto il mondo è aumentato del 4,5% nei primi otto mesi del 2015. 

I flussi turistici internazionali verso l’Asia Pacifico sono aumentati del 4% nel corso dei primi otto mesi del 2015, comunque meno del tasso di crescita storica media annua (del 6%) registrato tra il 2005 e il 2014.
A livello sub-regionale, l’ Oceania (+ 7%) ha guidato la crescita, seguita dal Sud-Est asiatico ( + 6%), dove la Thailandia ha mostrato un forte rimbalzo, dopo risultati più deboli l’anno scorso. Gli arrivi sono cresciuti del 4% in Asia meridionale e del 3% nel Nord-Est asiatico, dove il Giappone continua a mostrare una crescita straordinaria.

 Dal 2007, il numero totale dei viaggi verso l’estero da parte i viaggiatori della regione ( esclusi i viaggi dei cinesi a Hong Kong e Macao) è aumentato del 65% per un totale di 170 milioni di viaggi, in base alle cifre World Travel Monitor®. 

Questa crescita è stata più del doppio della media della crescita mondiale complessiva tra il 2007 e il 2014, di conseguenza, la regione ha aumentato la sua quota di mercato dei viaggi in uscita globale di tre punti percentuali, raggiungendo quasi un quinto del totale.

“questa chart molto positiva dimostra che l’Asia Pacifico rimane il mercato con la crescita maggiore per il turismo mondiale”

  E ‘particolarmente incoraggiante vedere alti livelli di fiducia per i viaggi outbound dalla Cina per l’anno prossimo.”

NORTH AMERICA TRAVEL TRENDS 

I Nordamericani hanno viaggiando tanto nel 2015, grazie al miglioramento dell’economia americana e al dollaro forte, allo stesso modo è arresa una buona crescita anche nel 2016. 

I viaggi verso l’estero sono aumentati del 5% nel 2015, che è più di quanto ci si aspettava dalle previsioni. 

La crescita dei viaggi inbound del continente sudamericano è rimasta solida nonostante le condizioni economiche deboli della regione, ma una crescita inferiore è prevista per il 2016.

Il numero di viaggi verso l’estero effettuati da viaggiatori provenienti dal Nord America è aumentato di circa il 5% tra gennaio e agosto 2015, secondo i risultati preliminari World Travel Monitor®. 

Dato superiore rispetto alla crescita prevista (del 3%).

Mentre l’inbound negli Stati Uniti, in generale, è particolarmente forte quest’anno, l’outbound  canadese legato agli Stati Uniti  -la destinazione principale dei canadesi- è più debole nel 2015. 

Il Nord America è interessato a riconquistare le quote di mercato mondiale e ci sta riuscendo, in parte, anche grazie alla crescita superiore alla media del 2015 e alle buone prospettive per il 2016. 

Anche se la regione ha perso l’1% del mercato mondiale tra il 2007 e il 2015, gli Stati Uniti sono stati in grado di mantenere la  quota di mercato individuale, in base alle cifre World Travel Monitor®.

La crescita del mercato degli Stati Uniti di quest’anno è stata guidata da buoni livelli di consumo grazie alla fiducia degli americani sostenuta da una crescita del PIL e da un calo della disoccupazione.

 Inoltre, il dollaro forte ha fatto aumentare la capacità di spesa dei consumatori statunitensi per i viaggi internazionali. 

Allo stesso modo, la crescita del mercato in Canada ha visto uno slancio positivo nel 2015 alimentato da un aumento dei consumi e da politiche monetarie non stressanti, ma le statistiche più recenti indicano un rallentamento dell’economia data la volatilità dei prezzi dell’energia. 

Un chiaro esempio sono i ricavi del settore alberghiero statunitense. 

Il RevPAR ( ‘I ricavi per camera disponibile’) ha visto una crescita media annua compresa tra il 3,3% e il 8,9% dal 2010, e si prevede che continui a crescere nel 2016 e 2017. “Si tratta di una brillante performance”.

 Secondo UNWTO, gli arrivi turistici internazionali nel continente americano nel suo complesso sono cresciuti del 4% tra gennaio e agosto 2015, il che ha permesso il consolidamento della forte crescita (l’8%) dell’scorso anno. 

L’apprezzamento del dollaro statunitense ha stimolato i viaggi dagli Stati Uniti, mentre potrebbe avere un impatto sulle vacanze in ingresso.

I Caraibi e il Centro America (entrambi + 7%) ha visto la maggiore crescita negli arrivi turistici internazionali nella regione alimentati in gran parte dai mercati statunitensi ed europei, mantenendo così gli ottimi tassi di crescita del 2014 e 2015.

Il numero dei turisti internazionali verso il Nord America ha registrato un aumento del 3% a seguito di una crescita del 10% l’anno scorso. 

Il turismo in entrata negli Stati Uniti ha subito un colpo dato dalla moneta più forte, ma sia il Canada e il Messico hanno goduto di una forte crescita.

Diverse tendenze chiave del mercato dei viaggi leisure in USA attualmente, includono gite più brevi, crescente interesse in vacanze “autentiche”, viaggi avventura, una crescente attenzione per la salute e il benessere, il turismo gastronomico, ecc…  

La salute del mercato dei viaggi degli Stati Uniti rimane di interesse vitale per l’industria dei viaggi e del turismo di tutto il mondo.

 Il paese è sia uno dei principali mercati di destinazione che allo stesso tempo fonte di viaggiatori che viaggiano verso il mondo.

E ‘il secondo più grande mercato di viaggiatori del mondo (dopo la Germania e prima del Regno Unito) in termini di numero di viaggi, ma è il numero uno per la spesa, in base alle cifre World Travel Monitor®. 

Inoltre, è di gran lunga il più grande mercato dal quale hanno origine le vacanze a lungo raggio, con il 20% di tutti i viaggi a lungo raggio. 

Circa il 60% degli spostamenti sono per fini di villeggiatura, mentre il restante 40% è diviso tra viaggi d’affari e  visite ad amici e famiglia. 

Per quanto riguarda il tipo di vacanza leisure gli americani preferiscono vacanze Sun & Beach, seguiti da tour, crociere e vacanze in città.

  

Ci sono diversi fattori che stanno dietro la solida crescita degli USA, quest’anno. 

I consumatori degli Stati Uniti hanno diviso i loro viaggi internazionali (52-48) tra i mesi estivi e invernali, secondo il  World Travel Monitor®. 

In inverno, Messico, Caraibi, Canada ed Europa sono le destinazioni top, mentre l’Europa, il Canada e il Messico conducono la classifica di destinazione in estate, secondo Tress. 

In media, i consumatori degli Stati Uniti spendono circa US $ 1.500 per ogni viaggio internazionale.

Gli Stati Uniti sono anche la meta più importante del mondo in termini di arrivi e per fatturato internazionale, e sono inoltre di gran lunga il paese di destinazione per viaggi a lungo raggio dominante, con il 17% dei viaggi a lungo raggio verso gli Stati Uniti, viaggi che sono aumentati del 20% in totale tra 2011-2015.

Guardando al prossimo anno, si prevede un aumento del 5% di vacanze in Nord America: 

“Il mercato in uscita degli Stati Uniti è andato molto bene nel 2015 e il 2016 dovrebbe essere l’anno migliore che il mercato dei viaggi del Nord America abbia mai visto.”

La crescita dei viaggi verso il Sud America sta rallentando dopo diversi anni di forti aumenti anche se è ancora rimasta sorprendentemente robusta finora. 

Il numero di viaggi verso l’estero effettuati da viaggiatori provenienti dal Sud America è aumentato di circa il 4% tra gennaio e agosto 2015. 

Questo è più di quanto ci si aspettasse  rispetto alla previsione originaria di una crescita del 3% per il 2015. 

Le prospettive per il 2016 non sono però così buone e ciò a causa della recessione in Brasile e delle deboli condizioni economiche di altri paesi importanti

I Sudamericani sono ancora in viaggio, in particolare all’interno della regione. C’è anche porzione significativa di viaggiatori benestanti meno colpiti dal rallentamento economico e stanno ancora spendendo  “

Secondo il UNTWO, il turismo internazionale in Sud America è cresciuto del 4% nel 2015, a seguito di un aumento del 7% nel 2014.

Il Sud America è stata una delle “storie di successo nel mondo del turismo negli ultimi anni” spinto per lo più dalla crescita dei viaggi in Brasile. 

Tra il 2007 e il 2014, il numero di viaggi verso l’estero dal Sud America è aumentato di circa il 70% per un totale di 27 milioni di viaggi. 

Questo tasso di crescita è stato due volte più veloce della crescita complessiva mondiale, secondo cifre World Travel Monitor®. 

Tra il 2007 e il 2014, il mercato in uscita brasiliano ha aumentato la sua quota sul totale regionale di quattro punti percentuali raggiungendo più di un quarto della quota di mercato.  

I TRENDS NEL MERCATO TURISTICO ARABO

l viaggi verso il mercato arabo stanno crescendo specialmente per un business di nicchia redditizio come i viaggiatori benestanti che si avventurano per spendere pesantemente in settori come alloggi, shopping e intrattenimento.

Tuttavia, il mercato in entrata ha bisogno di essere sostenuto da una vasta gamma di misure e questo la fine di assicurare la sua attuale leggera ripresa, dicono gli esperti al 23 ° Viaggi Monitor® Forum Mondiale a Pisa.

Il mercato dei viaggi dal Medio Oriente è in realtà il mercato in più rapida crescita al mondo quest’anno con un aumento del 9% di viaggi verso l’estero, nel corso dei primi otto mesi del 2015.

Accanto all’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono il mercato outbound  più interessante della regione. ed entrambi sono caratterizzati da elevata spesa e lunghi viaggi. 

Vi è una percentuale molto elevata di alti-dipendenti governativi che fanno viaggi internazionali e una quota elevata (circa 50%) di giovani viaggiatori internazionali di età inferiore ai 34 anni, in base alle cifre World Travel Monitor®. 

Inoltre, quasi un terzo dei viaggi sono realizzati con i bambini.

Più del 30% dei viaggi verso l’estero dalla regione sono stati fatti da immigrati con licenze soggiorno e di lavoro in Medio Oriente, per lo più per viaggi all’estero per visitare amici e parenti.

Nel 2014, circa due terzi dei viaggi verso l’estero dagli Emirati erano per scopi di vacanza con una vasta gamma di tipologie di vacanza, che vanno dalle escursioni e gite nelle città per eventi privati ​​ai viaggi di nozze e viaggi orientati alla salute.

  
i viaggiatori UAE per sfuggire al caldo estivo e soprattutto fare viaggi internazionali preferisco i mesi estivi (quasi il 60%) mentre circa il 40% preferisce la stagione invernale. 

Inoltre, tendono a fare lunghi viaggi, con un viaggio medio della durata di 14 notti, e quasi il 30% di questi della durata di 16 o più notti.

 I viaggiatori UAE sono anche tra coloro che spendono di più, con una spesa media per persona a notte di circa 200 euro. 

Il costo medio di un viaggio a persona quindi pari a circa 2.800 euro, secondo cifre World Travel Monitor®.

Ramzi Maaytah, Partner di IPK International Middle East, ha detto al forum Pisa che molti residenti degli Emirati Arabi Uniti hanno circa 30-40 giorni all’anno a disposizione per le vacanze e spesso preferiscono distribuirli su due o tre viaggi l’anno, tra cui un importante viaggio internazionale al di fuori della regione. 

“Il mercato dei viaggi outbound  è guidato da fattori quali la cultura, l’intrattenimento, l’accessibilità e il desiderio di visitare le città“, ha detto. 

Con un’alta percentuale di giovani coppie, famiglie e anche molte donne che viaggiano per divertimento, shopping e altre attività  relative alla salute.

C’è anche una tendenza notevole tra gli arabi benestanti, spesso succede che si facciano lunghi viaggi aventi a che fare con  la salute ed il benessere accompagnati da un gran numero di membri della famiglia. 

I turisti arabi spesso preferisco prenotare appartamenti, per esempio, appartamenti che offrono il servizio cucina e la pulizia. 

“C’è anche una tendenza interessante per le persone a visitare destinazioni a lungo raggio che offrono ospitalità islamica, come la Malesia e l’Indonesia,” Maaytah sottolineato. 

In generale, i turisti arabi cercano di fare scelte prudenti quando scelgono la loro destinazione, ha commentato. 

“Preferiscono scelte sicure e vogliono sapere prima che cosa dovranno aspettarsi “.

Un’altra caratteristica del Medio Oriente è il gran numero di immigrati che vivono e lavorano nella regione, spesso in posti di lavoro in ben pagati. 

Questi immigrati, che fanno oltre il 30% di tutti i viaggi, contribuiscono significativamente al mercato dei viaggi outbound. 

“Molti dei. Lavoratori stranieri infatti preferisco  andare in vacanza all’interno della regione o verso paesi come la Turchia”, ha spiegato Maaytah.

Al contrario, i viaggi internazionali verso il Medio Oriente sono stati gravemente influenzati negli ultimi anni dalle turbolenze nella regione, che hanno fatto diminuire sensibilmente il numero di visitatori in molti paesi. 

Tuttavia, gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti di circa il 4% nei primi otto mesi di quest’anno, consolidando la ripresa iniziata nel 2014 quando i numeri sono aumentate del 6% a 52 milioni, secondo cifre UNWTO. (L’UNWTO ha osservato che i dati per il Medio Oriente devono essere letti con cautela in quanto si basano sui dati disponibili, molto limitati.)

Badar Al Dhuhli, Docente di Gestione Internazionale del Turismo presso l’Oman Tourism College, ha detto ai partecipanti Pisa forum che la crisi nella regione -negli ultimi anni- ha avuto un impatto differente su segmenti di viaggio diversi. 

Per esempio in Oman, “turismo tradizionale” è diminuito in molte destinazioni, ma il turismo religioso si è dimostrato più resistente”, ha commentato.

Inoltre, i viaggiatori intraregionali stanno modificando le loro scelte di destinazione.

Come conseguenza della minore domanda, i tassi di occupazione delle strutture alberghiere si sono abbassati di molto e alcuni progetti di hotel sono stati annullati o ritardati, così come alcuni piani di espansione infrastrutturali (ampliamento  aeroporti, strade  ecc…) sono stati messi in attesa, ha aggiunto.

“Tuttavia, un segnale positivo è quello riguardante  nucleare iraniano.

 Ciò dovrebbe tradursi in un aumento dei viaggi all’interno del Medio Oriente, “Al Dhuhli sottolineato. 

Egli ha inoltre evidenziato varie misure adottate dalla destinazione per generare più visitatori internazionali, tra cui una riduzione delle tariffe aeree, ridotte tasse aeroportuali, sovvenzioni delle compagnie aeree, e un incremento dei budget per le attività di marketing e di pubblicità.

Fondamentalmente, la crisi ha esposto le debolezze di fondo in tema di infrastrutture turistiche della regione, ha spiegato l’esperto del turismo dell’Oman. Tra stock di alberghi obsoleti, forte stagionalità con tassi di occupazione che fluttuano tra il 10% e più del 100%, strategie di marketing inefficaci e la sfida con la qualità delle risorse umane.

Delineando una ‘tabella di marcia per il recupero’, Al Dhuhli ha detto che l’industria del turismo regionale, necessariamente dovrà rispondere più rapidamente alle mutevoli condizioni di mercato, aumentare la partnership internazionali, lo sviluppo di nuovi prodotti, e mettere a fuoco le strategie di marketing in modo più chiaro diversificando i mercati.

Inoltre, le autorità potrebbero stimolare il settore, con importanti fiscali, eliminando gli  gli ostacoli alla concessione dei visti, investendo nella promozione delle infrastrutture e del turismo, ha esortato.

TURISMO DIGITALE SHARING ECONOMY E SOCIAL MEDIA 

I social media ormai influenzano quasi un quarto di tutti i viaggiatori a livello internazionale, in particolare per la scelta della destinazione e degli alloggi per i turisti , secondo le nuove stime presentate al 23 ° Viaggi Monitor® Forum Mondiale. 

Ma il ruolo dell’ “economia della condivisione” nel turismo rimane controverso.

I social media stanno diventando sempre più importanti nel settore del turismo, ma la loro influenza sui viaggiatori varia significativamente a seconda del tipo di informazioni e opinioni espresse.

Il numero di utenti attivi di Facebook ha ormai raggiunto circa 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo, mentre altre piattaforme come Twitter, LinkedIn, Google+, WhatsApp e TripAdvisor continuano a crescere costantemente in molti paesi. 

Il valore corretto, i social media sono anche molto popolare tra i viaggiatori internazionali, e circa il 70% di loro sono attivi utenti dei social media, come si può vedere dai dati del  World Travel Monitor® .

Per i viaggiatori internazionali, internet è di gran lunga la più importante fonte di informazioni, con circa il 75% che usano le informazioni on-line per la pianificazione dei viaggi rispetto a circa un terzo che preferisce  le agenzie di viaggio e di circa un quarto che predilige le informazioni di prima mano ottenute da amici e parenti.

Circa il 30% di questi turisti internazionali digitalizzati utilizza attivamente i social media, per fare ricerche per la scelta della meta della vacanza, solo leggermente meno di coloro che utilizzano siti web di destinazioni e di alloggio (circa un terzo) e, in particolare più di quelli che utilizzano, ad esempio, i siti web delle compagnie aeree delle OTA, secondo le cifre World Travel Monitor®. 

(Nota: i dati World Travel Monitor® copre i social media neutrale, ma non monitora piattaforme di prenotazione online che non includono le recensioni degli utenti.)

  
Julia Howacker, Senior Research Manager con IPK International, ha dichiarato:

 “Nel complesso, più di un quinto di tutti i viaggiatori internazionali utilizza i social media come fonte di informazioni per preparare il viaggio. 

Questo significa che i social media sono stati coinvolti nel processo di informazione per circa 235 milioni di viaggi internazionali dello scorso anno, numeri piuttosto imponenti. 

“I turisti  utilizzano i social media per fare ricerche su tutti i tipi di vacanze, anche se sono maggiori le ricerche che riguardano vacanze più care a causa della esigenza da parte dei turisti stessi di avere parecchie  informazione, sulla destinazione e su molto altro.

I social media sono meno utilizzati per informazioni sui viaggi di salute, vacanze invernali e vacanze estive in zone di montagna.

I turisti internazionali tendono chiaramente a concentrarsi sul social media più rilevante per informazioni di viaggio, piuttosto che le più grandi piattaforme di social media. siti di recensioni come TripAdvisor, i blog specificamente dedicati al turismo e i forum di viaggiatori  sono usati molto più intensamente rispetto alle reti sociali generali come Facebook. ”

Questo dimostra la necessità per l’industria dei viaggi di gestire o, quantomeno monitorare i contenuti generati dagli utenti sui social, 

È  dimostrato,inoltre,  anche il potenziale che risiede nella collaborazione con i blog di viaggio o con aziende che analizzano il buzzy, il passaparola e le citazioni positive e negative fatte sui siti di recensioni come misura della qualità percepita della destinazione,” Howacker commentato.

  
La domanda chiave, naturalmente, è se le informazioni sui social media siano solo utili o attivamente possano influenzare le decisioni dei viaggiatori su quale destinazione visitare quale alloggio per prenotare. 

La risposta, secondo il World Travel Monitor®, è chiara. 

“Generalmente  circa il 70% dei turisti  internazionali sostengono che i social media in influenzano le loro decisioni di viaggio,” ha sottolineato Howacker.

 I social media più utilizzati – siti di recensioni, blog e forum – sono più usati per influenzare in particolare la scelta della destinazione (quasi il 40%) e dell’alloggio (circa il 30%), ma sono meno importanti dal punto di vista del tipo di vacanza (circa il 20%).

Sempre più turisti internazionali raccontano attivamente le loro esperienze di vacanza postando foto, video e pensieri sui social media, la percentuale ora raggiunge quasi il 50%, secondo cifre World Travel Monitor®. 

La maggior parte post si trovano su siti di recensioni, mentre alcuni preferiscono postare sul proprio blog.

“In generale, possiamo dire che i siti di recensioni i blog di viaggio / forum sono più efficaci in termini di pianificazione del viaggio e delle prenotazioni, in particolare per le destinazioni e l’alloggio, mentre le reti sociali sono relativamente poco importante”, ha concluso Howacker.

Nel frattempo, l’industria del turismo continua essere divisa vista circa l’impatto della cosiddetta ‘economia della condivisione’ sulla attività turistico alberghiera e sui portali di condivisione ed affitto degli appartamenti Airbnb in particolare, ma non solo.

Airbnb ora offre circa 1,2 milioni di alloggi in 34.000 città del mondo mentre la rivale Wimdu ha circa 300.000 alloggi in 19.000 città. Nel trasporto, “attori che rompono il mercato” come Uber hanno sfilato ampie quote di mercati tradizionali come quello del taxi e in settori ride-sharing, tanto è che si è in cerca di sperimentare nuovi modelli.

Questi business differenti sono cresciuti velocemente, ma rappresentano ancora solo una piccola parte del business nel turismo. 

Ad esempio, il settore cosiddetto ‘para-hotellerie’ ha aumentato la sua quota di alloggi in tutto il mondo di oltre il 40% dal 2007 per raggiungere una quota di circa il 40% dei viaggi verso l’estero lo scorso anno, secondo cifre World Travel Monitor®. 

Tuttavia, circa la metà erano case vacanza e la maggior parte del resto era composto da alternative di lunga data come bed & breakfast, camping, affitto barche e ostelli. 

Gli alloggi veramente  in “condivisione” ad esempio attraverso Airbnb, Wimdu o altri fornitori, sono pari – al momento- solo ad una piccola parte del totale mondiale nel 2014/105

Tuttavia, gli esperti ritengono che il settore continuerà a guadagnare quote di mercato grazie alla sua combinazione di prezzi bassi e di alloggio sociale (così come  grazie alla grande e differente interazione sociale), anche se la sharing economy ha ancora a che fare con molte, molte dispute legali in tutto il mondo.

“La crescita della economia della condivisione potrebbe essere ridotta dalle normative governative in tutto il mondo, ma è improbabile che possa essere fermata e molto improbabile che possa essere invertita”, ha commentato consulente Alan Roe. 

Abbinando beni inutilizzati o pezzi di domanda potenziale, l’economia della condivisione è facile da usare, efficace e attraente. 

Allo stato attuale, la condivisione nel turismo  sembra essere più usata dalle persone più giovani, ma nel tempo potrebbe diffondersi e coinvolgere anche  viaggiatori più anziani.

In particolare, i prezzi bassi sono un punto chiave nella scelta.

Il costo medio di una proprietà Wimdu, per esempio, è a soli 35 euro a persona per notte.

 I più attivi in termini di “alloggio condivisione” a livello internazionale sono il Regno Unito, la Spagna, la Francia, la Danimarca e l’Italia, in cui vi è abbondanza di alloggi privati ​​in offerta nelle grandi città.

Gli esperti di turismo hanno opinioni diverse riguardo al fatto che i portali di alloggi privati ​​rappresentino un pericolo per l’industria del turismo tradizionale o un’opportunità.

 Da una parte, alcuni hanno sottolineato che potrebbero fornire capacità aggiuntiva nelle città nei periodi di forte richiesta, come durante le principali fiere o grandi eventi, assicurando così che più visitatori possano comunque giungere a destinazione. 

Dall’altra si sostiene che i portali di condivisione non solo hanno ridotto la quantità complessiva di alloggi disponibili per i residenti, ma inoltre tendono a fare salire i prezzi generali per l’affitto o il noleggio di servizi aggiuntivi.

Per scrivere il report ho utilizzato documenti e chart disponibili sul sito del ITB BERLIN 2016

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...