In questi giorni si leggono articoli e si sente parlare, sulla stampa locale, della vicenda riguardante l’intervista “problematica” fatta a Lillo Firetto da parte del giornalista di Ballarò che aveva seguito la vicenda e la manifestazione che ne era seguita su gettonopoli agrigentina, vicenda visibile sui media nazionali, fra tutti ricordiamo gli interventi e i servizi all’Arena di Giletti e appunto a Ballarò.

Questo il servizio che è andato in onda a Ballarò il 22 dicembre

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ee0995db-f9aa-4d89-86d7-8bc1c6c88974.html?iframe

Questo è invece il video postato a corredo del comunicato del sindaco pubblicato sulla pagina Facebook/on.lillofiretto

Bene, giusto per inquadrare la cosa da un punto di vista un po’ più generale possiamo dire che:

  • Lillo Firetto è stato riconosciuto, almeno mediaticamente -sicuramente a livello regionale ma anche nazionale, benché in misura minore- come un amministratore simbolo del cambiamento, abile comunicativamente, riconosciuto dell’elettorato come un buon sindaco e amministratore efficace.
  • Tutto ciò è stato riscontrato anche alle elezioni regionali del 2012 nelle quali è stato eletto deputato ( il più votato nella provincia di Agrigento!), poltrona che ha lasciato per fare il sindaco di Agrigento.
  • Dopo essersi insediato e avere nominato la giunta, il sindaco ha scelto, così come prescrive la 150/2000, di farsi coadiuvare da collaboratori inseriti nel suo staff e farsi supportare da professionisti esperti -anche esterni all’amministrazione- in materie quali la comunicazione pubblica, e anche da collaboratori assunti con un rapporto prettamente fiduciario e personale come la figura del portavoce, anche quello scelto nel luglio 2015 (qui il documento nel quale si conferisce l’incarico al dott Rosso con una indennità di 1.500€ al mese).

Per inciso io nel mio piccolo –visto che mi occupo di comunicazione per vivere-non ci ho visto niente di male nell’affidamento ad un professionista di un incarico che dovrebbe considerarsi strategico per il sindaco e la giunta stessa, sempre naturalmente a patto che questo professionista svolga con efficacia e professionalità il suo ruolo!!

Quest’ultimo incarico  –che ha fatto storcere il naso a qualcuno e che molti hanno ritenuto, assieme all’aumento delle indennità della giunta per un importo annuo di 80.000 €, non solo inopportuno, ma anche rappresentativo di una differente concezione della politica- ha portato ad una serie di riflessioni nella distanza che corre tra due differenti concezioni della comunicazione politica:

La politica promessa/promossa quando si fa campagna elettorale e la politica realmente fatta quando invece si amministra veramente; per la serie: in campagna elettorale prometto mari e monti, se sarò eletto curerò esclusivamente i miei interessi e quelli della mia parte politica

Cosa che nell’intervista di ballarò viene sottolineata più volte dal giornalista ed alla quale il Sindaco non sembra dare una risposta esaustiva ed efficace.

Detto questo due concetti giusto per dare il mio punto di vista:

Firetto ha riconosciuto -due giorni dopo che il servizio è stato pubblicato sui media nazionali- di avere esagerato con il tono ma di continuare a sostenere il punto in oggetto, il minimo sindacale vista la portata devastante che il servizio potrebbe avere nel suo futuro politico sia a breve che  a lungo termine grazie anche alla velocità con la quale i flussi di comunicazione on line diventano virali.

Su Facebook nel video integrale il sindaco dice, in pratica:

Nella nostra campagna elettorale non abbaiamo mai accennato alla eventualità che il Sindaco e la Giunta una volta eletti sarebbero stati disposti a rinunciare allo stipendio”

E, nella nota stampa, aggiunge che questo avviene perché:

diversamente da quello che ha fatto qualcun altro che si è dimezzato l’indennità probabilmente perché lavorava “mezza giornata” per la città e l’altra metà no, noi dedicandoci anima e cuore alla cura di Agrigento non avremmo potuto rinunciare allo stipendio, qualcuno dovrà pure mantenerle le nostre famiglie!”

Anche se il servizio montato da Ballarò mostrava una parte di una intervista dove lo stesso Firetto -ad una giornalista di una televisione locale- sembrava rispondere che quelle proposte da un candidato consigliere -in merito alla decisione di rinunciare alla indennità- erano scelte che erano assolutamente condivisibili, nel video postato da Firetto due giorni dopo la messa in onda di Ballarò, si evince effettivamente che sebbene lo stesso avesse ritenuto condivisibile quella modalità era più attento a mostrare ai cittadini una efficacia amministrativa più che un semplice taglio delle indennità .

Dopo qualche breve dato di fatto (e parlo esclusivamente a titolo professionale e per nulla al mondo mi interessa la faccenda in termini politici) mi chiedo:

  • Dove era lo stratega, il portavoce, il responsabile dei rapporti con la stampa del Sindaco e dell’istituzione “Comune di Agrigento” proprio quando avrebbe dovuto e potuto mitigare le richieste del giornalista, anche a rischio di una non perfettamente trasparente informazione, e avrebbe dovuto tentare o almeno cercare di smussare gli angoli per ricondurre l’intervista nella retta via?
  • Si rende conto -il Sindaco Firetto- della importanza che questa intervista mal fatta avrà nella sua storia di “amministratore di successo”?
  • Ritiene il sindaco Firetto che possa bastare a riportarlo in carreggiata una semplice nota stampa, postata su facebook, scusandosi per i toni?

Ed infine

  • Perché non abbiamo ancora sentito parlare di dimissioni per incompetenza manifesta da parte del Portavoce nonché Responsabile dei rapporti con i media? e in mancanza di questa sua volontà, della richiesta di dimissioni da parte del sindaco?

Perché le cose sono due: se è vero come io credo sia che la comunicazione pubblica per un pubblico amministratore è materia strategica e, così come dice la legge 150/2000, questa deve essere svolta facendosi supportare da professionisti con abilità e spiccate capacità professionali che per i loro compiti devono essere remunerati, se questo è vero e se è vero che ciò in questo caso non è avvenuto… se ne dovrebbero trarre le ovvie conseguenze.

Un portavoce DEVE FARE TUTTO QUELLO CHE PUÒ per evitare che accadano fatti del genere!

È il suo lavoro fare sì che questi fatti non succedano; era lì? Avrebbe potuto evitare che il giornalista arrivasse nella stanza del sindaco, avrebbe potuto organizzare per bene l’intervista, ma in estrema ratio avrebbe anche potuto chiedere che l’intervista fosse interrotta per tutelare il suo datore di lavoro.

Avrebbe potuto e dovuto organizzare per tempo l’intervista con l’importante testata e qualora questo non fosse stato possibile, impedire che questa avvenisse.

Un buon modo per riportare la discussione ad un punto condivisibile sarebbe da cercarsi proprio nella assunzione di responsabilità di chi quel fatto non avrebbe dovuto permettere che accadesse, a prescindere dal merito della ragione e del torto e delle “ragioni politiche”, perché professionalmente aveva il compito di non farlo accadere.

A disposizione per qualsiasi confronto, Buon anno nuovo a tutti🙂

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