Tim Berners Lee dice no al progetto internet.org di Zuckerberg.

Per sapere qualcosa in più su internet.org basta visitare il sito o dare un’occhiata a queste slide su repubblica.it

Chi legge questo blog dovrebbe sapere quello che ha fatto nella sua carriera Tim Berners Lee, dunque non mi dilungo, dirò solo che

E’ il padre del web e un uomo che ha sempre lavorato allo sviluppo “sociale” della rete internet e alla sua diffusione nel mondo

Come mai il padre del web si schiera contro la creatura di Zuckerberg?

Perché come lo stesso dice in un intervista al “The Guardian”, quello non è internet, ecco perché.

“In the particular case of somebody who’s offering … something which is branded internet, it’s not internet, then you just say no. No it isn’t free, no it isn’t in the public domain, there are other ways of reducing the price of internet connectivity and giving something … [only] giving people data connectivity to part of the network deliberately, I think is a step backwards.”

Facebook ha tutto il diritto di usare il suo “potere” imprenditoriale per permettersi di “regalare connettività di base” a chi non ha mai avuto modo di connettersi, che è il core business di internet.org, ma non può chiamare “Free internet” la “sua scelta” di 10 o 100 servizi ai quali si può accedere via Facebook.

Quando al supermarket ti offrono del formaggio o gli affettati e non ti chiedono di pagare in pratica “sfidano” il mercato regalandoti qualcosa convinti che una volta provata (quella cosa) sarai disposto a pagare per averla.

E’ una regola commerciale anche molto vecchia, non può essere demonizzata in quanto tale, ma neanche si può farla passare come filantropia.

Quello che Internet rappresenta in se è la libertà di potere -dal paesino in montagna in Abruzzo o in Basilicata al paese in Cambogia- accedere (come e quando vogliamo) ad informazioni, sia di cultura che frivole, sia Educational che musicali in maniera completamente libera, potendoci formare come preferiamo non avendo limiti legati alla residenza fisica e alla condizione economica. La libertà.

E una persona che come me ha vissuto la prima parte della sua vita in un era pre internet conosce benissimo il salto in termini di libertà che la rete ha permesso.

Il che non vuol dire che se io vivessi in India non preferirei comunque avere accesso a quei dieci siti indicati da facebook tanto per cominciare a conoscere il mondo della rete e poi, come dicono alcuni dati, decidere comunque di aderire ad una delle offerte che le Telco fanno, quelle si a pagamento (e ritorniamo all’esempio di prima)!!

Ma questi sono affari, non attivismo per la promozione della cultura e della libertà della rete.

Parlare delle cose dando ad ognuna il proprio nome, quello corretto è la base per una comunicazione sincera, tanto è che il progetto ha cambiato nome ed è passato ad un più mite Free basics by Facebook.

Saggia idea

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