Negli ultimi anni i social network sono cresciuti in maniera esponenziale.


Questo è potuto succedere anche grazie alla crescita dell’uso dei device mobili e delle app che, come è facile immaginare, continuano e continueranno a crescere (sia la diffusione di device mobili che l’uso dei SN) per i prossimi anni.

Dunque le imprese ma anche i marketers devono considerare questo canale come un canale nel quale investire percentuali del budget online sempre maggiori.

Qualche dato vi aiuterà a comprendere più facilmente:

Nel 4 ° trimestre 2014, i primi 8 social networks hanno ricevuto il 31,24% del traffico globale dei siti web.

Come dicono quelli di Shareaholic, “Il passaggio alla social search non è in corso, è già avvenuto.”

Facebook da sola rappresenta il 24,63% di questo traffico.

Come si può vedere dalla analisi fatta da parse.ly (da cui è tratta l’immagine qui sotto) Google è stato superato da Facebook in termini di “fonti di traffico” referrals nel giugno 2015

 Dai dati forniti dalla stessa Facebook sono attivi 40 milioni di “piccoli esercizi” local business che per via della gratuità inizialmente, ma anche per l’estrema semplicità con la quale senza intermediari si può creare la pagina local business e, “last but not least”, per l’estrema popolarità della piattaforma, hanno deciso di promuoversi sulla piattaforma, il social network più popolare in occidente.

In media quindi la competizione si è alzata e ha portato a competere per fare parte del news feed 1.500 pubblicazioni il che ha necessariamente ridotto il reach per atricolo pubblicato che è passato dal 16% degli utenti nel 2012 ad un più ragionevole 2,27% nel 2015*

La crescita esponenziale del numero di esercizi presenti ha abbassato il reach, il tasso di penetrazione (delle attività promozionali specificamente su Facebook ) di questi brand, ma come si può vedere da questo studio del marzo 2015 ci sono ancora molte possibilità per quei local business che sapranno sviluppare strategie mirate e consapevoli degli obiettivi che potranno raggiungere e dei modi per analizzare il successo dei loro investimenti.


Una nota a margine della chart è molto utile per spigare che:

Non solo è inutile acquistare/acquisire like a gogo, ma al contrario (può sembrare banale, ma non lo è) maggiori sono i like minore sarà la penetrazione, quindi:

Quanto conviene e quanto svantaggio effettivo portano i like comprati ma anche inutili, non performanti, quelli fatti da persone non realmente interessate al prodotto per il quale altri hanno speso de tempo prima di inserire quel like?!

Dunque che fare per  vedere per più tempo possibile e con il massimo reach possibile i nostri post nel news feed, considerando che sono circa 3.000.000 i link pubblicati globalmente su Facebook in 1 ora?

Come decide Facebook quali è per quanto tempo devono essere gli articoli/post nel news feed?

Come al solito, sviluppare una strategia vincente costa tempo, risorse, capacità nel riconoscere le giuste informazioni e conoscenze tecniche, dunque, ecco qualche suggerimento.

Lo fa seguendo questo principio


Facebook pubblica un post sul feed dell’utente:

  • In base alla “freschezza del contenuto” da quanto tempo è stato pubblicato questo post?
  • In base al numero di like, condivisioni, commenti ottenuti dal post. Quanto è piaciuto questo articolo, è stato molto condiviso, ha fatto nascere delle interazioni, quante persone sono state coinvolte?
  • Quante volte l’utente ha pubblicato nella pagina. E l’ utente un utente attivo? Pubblica spesso e con costanza o al contrario lo fa raramente e senza una logica “razionale”?
  • Quante volte questo tipo di articolo è stato postato dall’utente e con quali risultati in termini di interazioni? Solitamente i post come questo pubblicati dall’utente attraggono la community? Sono interessanti e condivisi?

Quello che le stesse linee guida di Facebook ci dicono è che per essere buono un post -e quindi rimanere il più possibile nelle news feed- deve rispondere a precisi criteri

Il nostro obiettivo nelle news feed è quello di fare trovare alle persone giuste al giusto momento il giusto contenuto che a loro interessa dando ai loro utenti l’opportunità di non perdersi niente di ciò che potrebbe interessarli essergli utile

Quello che invece Facebook tende a considerare “contenuto non buono”  visto che quello che gli interessa è la soddisfazione dei suoi utenti, è quello definito promozionale (tranne va da se, che sia promozione sulla sua piattaforma!).

Ma cosa intende Facebook per contenuto promozionale?

Come si fa a mantenere viva la nostra presenza sul news feed senza incappare nella possibilità di essere considerati produttori di contenuto promozionale con il rischio di non essere ben visibili?

Potremmo fare 1000 esempi, ma cercherò di non dilungarmi:

questo è ciò che non dovreste fare [e che invece la maggior parte dei  proprietari dei piccoli negozi (local business owner) on line fa]

  1. Automatizzare il processo e stop, fine del discorso (molti proprietari di local business che possiedono un sito lo collegano alla pagina Facebook per promuovere i loro contenuti pubblicati sul sito attraverso i social Networks e Facebook in particolare, nulla di male fin qui, ma fare solo questo non è sufficiente a rendere questo contenuto un  buon contenuto per Facebook)
  2. Promuovere soltanto i vostri prodotti/ servizi (Facebook è una comunità, non una bacheca promozionale, essere parte di una comunità comporta la conoscenza e la voglia di seguire certe regole e quella di promuovere solo e soltanto i propri prodotti non è una di quelle)
  3. Non usare TRUCCHETTI (tipo acquisto like e cose simili) credo non si dovrebbe neanche più dire ma ahimè, sono ancora in molti gli imprenditori che si approcciano alla materia volendo acquistare link.

Dunque queste sono le cose da non fare.

Quelle da fare invece sono? Tante..

Fare tutto l’opposto rispetto a queste appena sconsigliate è già una strategia di base.

Dunque cosa fare?

  1. Essere il più possibile social e anche simpatici, se saprete rimanere entro i limiti.
  2. Lavorare con in mente l’obiettivo di creare una comunità dalla quale cercare di ottenere dei vantaggi, ma seguendo le regole della comunità
  3. Esserci, rispondere attivamente alle domande e in generale interagire, just in time
  4. Pubblicare foto dello staff del team
  5. Non parlare solo di prodotti e servizi che vendete ma al contrario variare informando su argomenti che sono connessi con il vostro prodotto/servizio
  6. Pubblicare magari meno post al giorno, preferendo però contenuto unico, attrattivo e che sia da apripista per sviluppare una discussione a quello che non invoglia a nulla.

Se voleste parlarmi, fare due chiacchiere o ricevere una consulenza per sviluppare la vostra strategia di Digital Business, non esitate, è il mio mestiere, non mi disturberete, in questa pagina troverete tutto ciò che vi serve per contattarmi, se volete sapere qualcosa in più su di me questa è la pagina che fa per voi.

Grazie a Neil per pubblicare e condividere sempre interessanti argomenti utili come spunto per altre riflessioni

Nota:*se in media il 16% di coloro che seguivano una pagina nel 2012 cliccava sul post della azienda/brand/, oggi lo fa il 2,27% degli utenti

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