immagine catena di montaggio FCA Melfi

Le nuove tecnologie hanno cambiato anche il mondo del lavoro, lo dimostrano le critiche rivelate al New York Times da alcuni dipendenti di Amazon (qui un articolo che spiega ciò che è successo) ma anche i ritmi di lavoro – ergonomicamente ineccepibili– che la Fca (Fiat and Chrysler Automobile) ha adottato a Melfi, con indiscusso successo in termini di organizzazione dei processi aziendali

Ho visto ieri la puntata di presa diretta e dopo avere letto un interessante articolo sul tema sul blog di Luca Debiase, vista l’attualità dell’argomento, ho deciso di parlarne.

Ma le persone, il personale… riesce a vivere in maniera dignitosa o tende a trasformarsi in una macchina quattropuntozero a discapito della qualità della vita e della possibilità di vivere al di là del lavoro? e a vantaggio di chi?

Naturalmente -come fanno notare in molti- la tecnologia in questo caso non è la responsabile ultima ma il mezzo attraverso il quale la finanza -e una concezione di management aggressiva- controllano i successi e gli insuccessi di un processo aziendale.

Le persone devono seguire le procedure e le procedure standardizzate portano a misurare il lavoro, la soddisfazione del cliente, la riuscita di un progetto fin nei minimi dettagli.

Stiamo diventando tutti tanti piccoli John Henry (Sarah Connor and the chronicles docet)

Le macchine sono migliori degli umani nei lavori non creativi, lapalissiano.

Speriamo non li superino -un giorno- anche in quelli;

e con le auto che si guidano da sole, che non è proprio creatività ma è sicuramente capacità di rispondere ad input (quasi indefinibili totalmente) in maniera rapida, queste si avvicinano a ciò che non ci saremmo aspettati.

Queste sono nate per raggiungere un unico obiettivo, quello che chi le ha programmate gli ha dato, le persone, al contrario, non hanno come unico obiettivo il lavoro.

A te lavoratore l’azienda chiede sempre più spesso di dare più, rispetto a ciò che puoi effettivamente dare, e tu hai paura di non essere indispensabile, e quindi ti stressi e vivi male

Si capisce il perché della crescita dei ” vecchi lavori” tra i giovani  molti tornano all’agricoltura ecc..

ma il problema non è il tipo di lavoro (anche l’agricoltura può sfruttare e lo fa le innovazioni) ma la possibilità che nuove tecnologie hanno offerto, di misurare, misurare pressoché tutto, dalle performance del lavoro del personale alla soddisfazione di un utente che ha visitato un sito, e come dice bene Debiase… alla finanza tutto questo piace (le azioni di Amazon quando è uscito l’articolo del New York Times, sono cresciute)

Allargando un attimo il tema, ma neanche tanto,  sul web è attuale il problema della eccessiva pubblicità e si è cercato a porre rimedio a questo  con l’adblock

Apple, per esempio, ha cercato di fare proprio questo, visto che tutto sul web è misurabile e che investire potendo analizzare -il perché e il percome- è il massimo per un organizzazione che vuole sapere se i suoi soldi sono ben spesi, tutti a promuoversi sui dispositivi mobili, con il risultato, ed è qui che volevo arrivare, che alla fine qualcuno cerchi e trovi il rimedio, buttando tutto, il bambino è l’acqua sporca.

il problema a livello dell’organizzazione del lavoro e tanto simile quanto più complesso di quello del “fastidio” per le promozioni online (che comunque non deve essere considerato una bazzecola, sono miliardi i soldi investiti in pubblicità on line e continuando di questo passo si rischia di distruggere un ecosistema che si stava strutturando molto bene) perché tocca la vita delle persone e la loro felicità e le contrappone ai modelli della finanza che solitamente, vince.

L’argomento e stato solo sfiorato, magari anche grossolanamente, da questa mia riflessione, e se cosi fosse me ne scuso.

Il tema è complesso, immensamente interessante e, volenti o nolenti, attualissimo.

2 thoughts on “Nuovo Taylorismo automazione finanza e futuro del lavoro

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