Qui c’è qualcosa che non va, lo dico chiaramente.

i loghi della grande distribuzione commerciale

Domanda:

La Gdo e i suoi manager sono dei brontosauri che hanno paura del mercato digitale o al contrario sono dei fini analisti che hanno compreso che in un settore come quello del food in Italia non si possono fare le cose che si fanno -con milioni di dollari di fatturato- nei paesi del resto del mondo ?

Io che sono un consulente che cerca di aiutare le imprese a fare crescere il loro business attraverso la rete, da almeno 3 anni mi chiedo (tra una riflessione sulla vita e una sulle donne)

Come mai la grande distribuzione -e i supermarket in particolare- in rete, il massimo che sono riusciti a fare sono delle app di livello discutibile che non fanno altro che proporre un pdf del “volantino” ma on line?

Ho lavorato per grossi gruppi e so, per esperienza diretta, quanto gli intermediari -a volte ed in certi mercati- siano potenti e riescano a dettare le linee (anche per mancanza di volontà di imprenditori che si accontentano).

Il turismo nel primo decennio degli anni 2000, quello “degli albergatori anche importanti” è stato in condizione supina rispetto a grandi tour operator che “sconsigliavano” la scelta di sviluppare e-commerce e/o promuovere direttamente i loro prodotti online per anni, se solo volessi potrei raccontare storie che risalgono a non più di 5/10 anni fa, storie che a chi capisce qualcosa di digital marketing farebbero accapponare la pelle… ma oggi non parliamo di turismo, dunque…

Quello che mi interessa qui e oggi è capire come mai e perché non ci sia stato nessuno in grado di comprendere quanto la rete -anche per i prodotti di largo consumo e deperibili- sia una risorsa e, dunque, come mai questa non sia stata sfruttata a dovere dai big della grande distribuzione.

Amazon apre al mercato dei cibi freschi e dei prodotti da supermarket in ItaliaApprofitto -per parlare dell’argomento- della apertura di Amazon al mercato dei prodotti da supermercato anche in Italia.

Girando un po sulla rete ho letto alcuni interessanti post, articoli e ricerche sul tema che, un po’ per l’italica abitudine del non volere evolvere e innovare, un po per la paura di percorrere nuove e sconosciute vie.. sembrano decretare la morte, pur se ancora in fasce, dell’esperimento di Amazon.

è vero in italia il food, specialmente il food, è qualcosa che è ad un livello, una concezione direi, diversa rispetto al resto del mondo e ai paesi dell’ Europa.

Per noi il cibo è sacro… e lo è (diversificando) di provincia in provincia e questo, per coloro che si accingono a sviluppare un food-commerce non è positivo, o almeno non  lo è se non si hanno grosse risorse -sia in termini di personale che di prodotti, di risorse e di logistica.

In pratica solo i grossi gruppi che detengono il “potere” nel mercato offline potrebbero fare gli investimenti tali da fare qualcosa che possa essere efficiente e competitiva nello stesso tempo.

E ritorniamo all’inizio del cerchio:

perché non hanno fatto gli investimenti, o meglio perché non hanno fatto i giusti investimenti?

forse perché il mercato italiano non è pronto?

io nel mio piccolo sto elaborando un progetto che – pur non essendo paragonabile a ciò che anche un supermarket regionale potrebbe, in termini di investimenti- tende a puntare ad una nicchia, una nicchia che se fosse responsive potrebbe darmi qualche soddisfazione in termini economici e far diventare un’esempio il progetto su cui con alcuni colleghi ed amici lavoro da qualche mese, ma stiamo proprio riflettendo sulla maturità del mercato.

L’incognita resta quella:

E’ la mia forma mentis da esperto di strategie digitali a farmi focalizzare sul meglio che il mezzo può offrire -non analizzando come dovrei i punti di debolezza del mercato che voglio raggiungere- o è la pigrizia di una classe dirigente di manager della GDO ad avere rallentato, (fin quando non saranno superati come i dinosauri che seppur forti si sono estinti) un processo che solo in Italia fatica a decollare ?

Parafrasando e rovinando una frase mitica “ai prossimi anni l’ardua sentenza”

Qualcuno un giorno mi insegnò che : se vai al mulino, ti sporchi di farina.

Se aspetti di “vincere facile”  (ponzi ponzi papapa) e non rischi, difficilmente potrai sapere se un progetto avrà successo.

Ad Maiora

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