Il modello di business che sta dietro il web è per massima parte “Ads Driven” (guidato dalla pubblicità).

Semplificando fin quasi a banalizzare, il web nella sua evoluzione (web 1.0/web 1.5) ha permesso a molti utenti che utilizzavano diverse piattaforme di potere guadagnare attraverso i click sulle pubblicità mirate inserite nei loro articoli (grazie al network Adsense) e a loro volta a molti imprenditori/aziende di ottenere -attraverso la promozione dei loro prodotti e servizi (grazie alla personalizzazione delle pubblicità mirate)- la visibilità necessaria per proporre i loro prodotti.

L’editoria, esempio di business guidato dalla pubblicità , ci ha mostrato come possa non essere più sufficientemente remunerativo questo modello, specialmente se utilizzato in maniera statica.


Naturalmente la parte da leone la hanno giocata i big Player internazionali gestori delle piattaforme di promozione e tra loro il maggiore è stato sicuramente big G con la sua piattaforma Adwords.

Il mondo cambia, si allarga, e altre esperienze, nate da esigenze e possibilità diverse, si stanno affacciando, naturalmente i big player rimarranno tali, ma doveranno cominciare a fare maggiore attenzione.

Il mondo del Mobile, infatti, è tra quelli che più di tutti si stanno evolvendo ed in certi casi gli utilizzatori tendono a sostituire l’utilizzo dei PC con l’uso del mobile, in molti non per scelta ma per esigenza ed economicità.

In questa era -quindi- il mobile diventa il principale strumento sul quale concentrarsi e viste le (sue) caratteristiche differenti dal desktop, produce diversi cambiamenti:

  • Evolutivi, rispetto ai bisogni degli utenti ed alla possibilità di soddisfarli grazie alla tecnologia, o meglio Intelligenza Artificiale (AI)

Logo MFacebook Personal AssistantIn questa tipologia possiamo citare il Personal Assistant che Facebook e molti altri player stanno sviluppando (quello di Facebook si chiama M e chi ha potuto testarlo è rimasto sconvolto in positivo. (Al momento non è utilizzabile al di fuori degli USA, dunque non abbiamo informazioni dirette)

Diversamente a quel che SIRI o Cortana ci hanno mostrato, questo nuovo concetto di Assistente Personale, permetterà di gestire attività (attraverso Api, collegamenti all’agenda ecc..), di prenotare il meccanico o il volo e la macchina per andare all’aeroporto, il tutto senza la necessità di alcun click e quindi tagliando fuori il network Adwords ed in generale l’utilizzo, in senso stretto, del motore di ricerca.

Tutto questo naturalmente a patto che:

Il Personal Assistant venga effettivamente usato dalla maggior parte delle persone che usano Facebook (che continuano a crescere e a utilizzare quasi esclusivamente la piattaforma per fare tutto!)

Il PA si evolva al punto tale da rendere inutili i suggerimenti del network pubblicitario, necessitando soltanto delle informazioni che servono in quel dato momento, e che si trovano all’interno dell’ecosistema facebook.

Al di la del fatto che siano promosse più o meno bene sul network pubblicitario, basterà solo che siano in rete, (quando sapremo qualcosa di utile, ne parleremo nel dettaglio)

  • Di modelli di Business

No Tail ChartDiversi modelli di business, nati per diverse esigenze e concepiti su diversi devices.

In pratica non è la pubblicità il principale driver per monetizzare (in questo caso)

e questo per il collegamento, l’interconnessione tra due caratteristiche:

  1. Mercati nei quali la teoria della “coda lunga” non si è potuta mettere in campo e quindi si è seguito un’altro percorso che, oggi, grazie ad una serie di condizioni sia di scalabilità che di utilizzo del mobile è abbastanza consolidato da essere “studiato”
  2. La tempistica nell’esplosione dell’utilizzo del internet mobile: nel sud est asiatico l’uso del mobile -e quindi l’accesso ad internet attraverso il mobile- è “esploso” dopo rispetto a quando questo è successo negli USA ed in Europa

 Questi nuovi utenti non hanno potuto vivere la fase della produzione di contenuti che potesse farli guadagnare (il passaggio dal web al web 2.0), in quanto questi hanno conosciuto in massa le immense possibilità offerte dalla rete in un’era nella quale le grandi piattaforme proprietarie che hanno permesso loro di accedere e di utilizzare i social network –essendo appunto proprietarie– non permettono di guadagnare ma solo di socializzare, non meno importante, ma completamente differente.

Questo ha fatto si che la pubblicità -come elemento primario di business fosse sostituita dall’ecommerce.

Come non citare tencent.com che è un’esempio classico: solo il 10% del suo fatturato è dato da banner e pubblicità, l’80% è dato da e-commerce, ma anche alibaba -la più grande piattaforma di vendite online cinese- ne è un’esempio.

Esempio molto più “molecolare” in termini di “grandezza” delle delle aziende coinvolte rispetto ai giganti citati in precedenza  sono quelli che possono essere definiti “mercati ombra” che, anche se molecolari ed artigianali, secondo alcuni dati costituirebbero un terzo dell’enorme mercato del e-commerce asiatico.

queste (come chiaramente si evince dall’immagine sopra) non sono altro che promozioni di prodotti sulle pagine facebook.

…promozioni che permettono che i prodotti vengano poi acquistati attraverso messaggio (immagine sopra).

Low tech, certamente, ma transazioni economiche rimangono.

Wechat è l’esempio di come si possa fare business in Asia, ed in maniera relativamente semplice, comprare e vendere.

Con l’adozione da parte dei big player del pulsante “compra ora” sia Google Shopping

Google shopping image

che Amazon, Facebook, Printerest, Istagram e tanti altri, si avvicinano a questo modello.

Questi network danno l’opportunità ai piccoli negozi nati on line di entrare a fare parte dei loro store garantendo -a coloro che ne fanno parte- vantaggi come quelli offerti a coloro i quali acquistano visibilità su parole chiave di loro interesse.

Diverso mezzo, stesso scopo, tenere tutto dentro.

PS: c’è addirittura chi dice che in Cina ed India il mercato dell’e-commerce sia saturo, visto il focalizzarsi su questo strumento, da più tempo che da noi dove le potenzialità sono ancora molte, ma è più che altro un paradosso, ne parleremo ad un’analisi più approfondita che ci accingiamo a fare in proposito.

Il pulsante  buy with  che sicuramente sarà adottato molto velocemente, potrà connettere più facilmente questi mercati emergenti (mercati che fatturano !) con i big player occidentali che -visti i numeri di nuovi utenti e di penetrazione del mercato in paesi come Vietnam, Malesia, Cina e naturalmente india- devono correre dietro a questi “piccoli”.

Piccoli che -sebbene fuori dalla loro orbita d’azione- sono dentro un’altra orbita, quella di wechat, tencent, ora di Facebook.

L’imperativo è quindi quello di seguire con molta, molta attenzione i cambiamenti socio-tecnologici di questa importante nuova “fetta di mercato” dalla quale naturalmente oltre al traffico avrebbero il vantaggio di ottenere fees o comunque guadagni derivanti dall’inserimento dei prodotti negli store dei big player (Google shopping o Amazon che sia).

La competizione tra big si gioca sempre più sul filo del rasoio e le posizioni acquisite, al di là da essere facilmente perse, possono comunque essere erose.

L’ultima cosa su cui dovremmo riflettere è più che altro una domanda:

Ma poi quando questi big player saranno riusciti -ammesso che mai ci riusciranno- a conquistarsi questi mercati emergenti, stando cosi le cose, non ci troveremmo nella stessa situazione dello strapotere delle OTA (online travel agency) nel turismo che tendiamo a combattere a colpi di disintermediazione?

Una volta preso “il potere” e avendo le risorse queste si sono trovate a decidere della vita e della morte di piccole ma anche grandi aziende (alberghiere) costrette (se non quasi ricattate) a pagare fees che arrivano addirittura al 30%, impotenti rispetto ad investimenti per rendersi visibili al di la della loro portata, cosa cambierebbe per l’utente finale e per gli imprenditori coinvolti ?

Forse si, ma questo avverrà se è solo se gli imprenditori e tutti coloro che useranno la rete come strumento di business, salteranno da una piattaforma all’altra al di là delle mode del momento, senza nessuna strategia e approccio che non sia qui non mi fanno pagare, o mi fanno pagare poco per vendere i miei prodotti, questo per ora è il social network che ha più utenti, ecc..

Se invece questi -magari con l’aiuto di professionisti del settore- sapranno presenziare le diverse piattaforme, utilizzando il meglio che ogni piattaforma può offrire e spingendo, come piccole formiche, i big player a competere sempre di più, ne potranno avere un vantaggio concreto.

Vedi nell’esempio della supremazia delle OTA l’effetto che ha fatto, per gli imprenditori, l’entrata di trivago nel mercato e nello stesso tempo gli sforzi sempre più comuni che i grandi gruppi dell’ospitalità mondiale (e via via anche quelli più piccoli) stanno facendo per promuovere i loro “spazi di vendita online” incentivando i clienti a prenotare nei loro siti offrendo vantaggi concreti ai consumatori, ottenendo utenti (clienti) soddisfatti

Nota dell’autore: Mi sono state utili le informazioni e charts prese da questo articolo di Techcrunch e anche da questo. Informazioni che ho usato seguendo la mia prospettiva e il mio modo di vedere il settore e le sempre maggiori evoluzioni.

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