Business intelligence e web

Molti mi chiedono quando il modello di Business Analysis tradizionale sarà completamente scalzato da quello online;

La vera differenza sta nella raccolta delle informazioni utili a comprendere il perché del successo/insuccesso di un prodotto e, queste, sono principalmente un mix di informazioni off e on line.

Diciamo che non esistono due modelli di business analysis ma uno solo è che questo è una implementazione di informazioni da raccogliere sia on che offline.

Naturalmente online è più facile raccogliere informazioni e comprendere i bisogni dei clienti analizzare il successo o l’insuccesso di un prodotto, fare dei test che migliorino le informazioni in nostro possesso e quindi le nostre possibilità di raggiungere l’obbiettivo.

Business intelligence 2.0

Questo è il modello di business Intelligence 2.0 e differenziare on line e off line è “specioso”, a maggior ragione oggi che tutto è on line e se qualcosa è off line è utile che questa sia implementata in una matrice che permetta di poterla “trattare” assieme a quelle raccolte on line.

 

 


L’analisi attenta sulle informazioni raccolte dal web e su tutto quello che con queste si potrebbe fare – in Italia- è ancora per il momento, merce rara nelle Pmi, un po’ più considerata nelle aziende medio grandi -che necessariamente raccolgono dati- è la business intelligence tradizionale, ma spesso gli stessi che usufruiscono di queste informazioni non sono in grado di utilizzarle in maniera utile  alla comprensione delle dinamiche di vendita e di successo o insuccesso di un prodotto/servizio, così come potrebbero.

L ‘analisi, la web business intelligence 2.0 -questo nuovo mix della vecchia raccolta di informazioni di base e della raccolta di quelle che arrivano dal web- è quasi una materia sconosciuta e, questo perché, si sa, cambiare è più difficile che rimanere fermi, specialmente per chi (quadri intermedi, dirigenti, hippo’s direbbe qualcuno) avrebbe tutto da perdere dimostrando di non avere considerato, fino al momento, importanti innovazioni che avrebbero potuto aiutare i proprietari delle imprese ad investire meglio, a disinvestire qualora le analisi avessero dimostrato che i prodotti non erano confacenti ai bisogni dei clienti o ancora a sapere quando investire e dove, perché fermarsi e quando farlo.
Il successo di un’impresa si basa su tre fondamentali aspetti:

  • un prodotto che il mercato vuole
  • una “rete di vendita” che comprende le dinamiche del mercato di uno specifico prodotto
  • una attenta analisi delle informazioni che possono essere raccolte per comprendere il perché del succedere delle cose;

i primi due aspetti sono sempre stati conosciuti all’interno delle organizzazioni (magari non seguiti come si dovrebbe, ma è un’altra storia) il terzo aspetto poco, molto poco e, in tempo di magra è forse ciò che potrebbe fare veramente la differenza tra coloro che riescono ad andare avanti -anche bene- e coloro che invece non ce la fanno o sprecano parti del budget in progetti che -ad una analisi approfondita- si sarebbe compreso non valeva la pena proseguire.

La business intelligence 2.0 è oggi materia a portata delle Pmi, sono solo loro a decidere se affidarsi alle mani di esperti.

Il successo è quasi assicurato, anche quando si dovesse comprendere che il prodotto non si vende perché il problema è il prodotto sesso si saprebbe qualcosa in più rispetto a prima e si potrebbero apportare tutte le modifiche necessarie a rendere migliore l’impresa🙂

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