Tutto sul web è commentabile che le imprese lo vogliano o meno

google slide wiki

Avevo letto con interesse le 91 tesi di marketing di Gianluca Diegoli che rifacendosi dopo tempo al cluetrian manifesto aveva cercato di spiegare neanche troppo paradossalmente, che erano le imprese a doversi adattare ai consumatori e che il web è diventato un alleato micidiale  per i clienti,  un tempo broadcasticamente parlando  “solo destinatari della comunicazione d’impresa”.

Come sapete da quello che scrivo da tempo,  le evoluzioni, le start-up e le idee viaggiano veloci nella rete e,  google, sempre in cerca di innovazioni e di servizi per il cliente,  ha sviluppato google slide wiki, progetto che dal claim dice tutto: everything is commentable (in italiano) fare sapere è più importante che fare ignorare.

Come funziona  ? 

 …. breve citazione dal sito :

In Google oggi è la volta di Sidewiki, un’app che può essere installata in Firefox o Internet Explorer (presto anche in Chrome) come parte della Google Toolbar e che permette di “integrare” con informazioni utili qualsiasi pagina web. Come suggerisce proprio il nome, Google Sidewiki appare come una barra laterale del browser, dove gli utenti possono scrivere e leggere i commenti lasciati da altri sulla medesima pagina.

In pratica che le aziende lo vogliano o no:

  • le persone  attraverso le loro connessioni con altri utenti potranno inserire informazioni utili a modificare alcuni modelli di comunicazione “intoccabili” e a personalizzare -secondo il prorio parere-  le informazioni inserite dai brand, giocando con le marche e sconfessandone la loro apparente serietà
  •  potranno dare informazioni al loro network riguardo a cose che  le aziende non vogliono dire ma se scoperte potrebbero essere post-it (ate) e lasciate a beneficio del network rendendo inutili tutti gli sforzi fatti dai brand per nascondere situazioni negative

Tutte quelle  imprese che -specialmente nel lusso ma non solo- erano legate al concetto  ” non dobbiamo dare troppe informazioni”  il nostro brand è figo, gia conosciuto, basta solo fare branding e mostrare il nostro logo (detta giusto per capire), tutte quelle imprese in pratica non hanno ancora compreso che gli user generated content ed in generale tutti gli strumenti di comunicazione bi-direzionale non sono una scelta ma un obbligo e che loro possono, in ordine:

  • ignorarli (gli ucg)
  • imparare a gestire a proprio vantaggio il rapporto bi-direzionale con il cliente/prospect

Quando le imprese che seguiranno la prima soluzione  dovranno comincare a misurare il gap con quelle che in maniera un po più intelligente avevano scelto la seconda opzione imparando a convivere e a conversare con il cliente e a gestire i rapporti just in time, quando le seconde cominciaranno a capire che importanza ha oggi l’innovazione nelle scelte STRATEGICHE  di qualsiasi società, (qualsiasi prodotto venda!) non potranno che mordersi le mani e, noi,  che al momento veniamo visti come dei pazzi (cit: “faccio di tutto per non permettere ai clienti di inserire commenti sulla mia azienda, sa quante ce ne direbbero..”  mi ha candidamente detto una volta un ad) a quel punto saremo noi a farci una bella risata.

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