Web usability

Web usability ovvero dare al cliente ciò che vuole, cercando di conoscere -il più possibile- il suo modo di visitare le pagine web e i siti internet.

E’ questo il fulcro del libro di Steve KrugDon’t make me tkink” che Leonardo Bellini riassume in queste slide interessanti e semplici da seguire.

  • Perché la web usablity e a che serve?
  • Quali sono le linee guida generali che il progettista di un sito dovrebbe seguire in merito ad usabilità e, perché sepesso non vengono seguite?

Particolarmente utili da vedere secondo me:

  • lo scanning ovvero la considerazione del fatto che colui che sviluppa il sito è convinto che i lettori avranno la sua stessa attenzione nel leggere le pagine web e i siti mentre, dice giustamente Bellini, il lettore scorre la pagina cercando ciò che lo attrae o che sia più vicino a quello che si aspetta di trovare
  • la satisficing che è la contrazione di satisfation+ sufficing e che spiega come il lettore medio -non essendo razionale e non avendo ne li tempo ne la voglia di analizzare tutto- si accontenta di quello che è sufficientemente soddisfacente la 1° opzione soddisfacente dice lo stesso Bellini
  • Che le convenzioni sono apprezzate dall’utente medio e spesso invece vengono viste come poco innovative dai progettisti dei siti web che con la smania di innovare, cercano di crearne di nuove, spesso non riuscendoci.

C’è molto altro, le slide sono utili e semplici per capire ciò che il lettore si aspetta e non ciò che noi vorremmo fare, e questo è, specialmente per chi commissiona lo sviluppo del sito, fondamentale da comprendere per una strategia complessiva che abbia alla base di una buona efficace comunicazione .

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13 thoughts on “Web usability

  1. Complmenti un bel post.
    Ho letto anni fa Krug e lo stimo molto, al pari di Jacom Nielsen, nonostante quest’ultimo rappresenti un approccio più razionale ed “ingegneristico” all’usabilità.

    Con piacere scopro qualcuno che parla di usabilità anche qui.

    Appena puoi ti invito sul mio blog http://antoniogrillo.wordpress.com/

    A presto
    Antonio

  2. Grazie mille per i complimenti, ho ritenuto di pubblicare queste slide con commento perché sempre più spesso mi capita di avere richieste in cui la a-normalità deve essere la regola -perche la necessità di differenziarsi dagli altri vale più di un buon sito comprensibile ed efficace- con li risultato che l’utente confuso preferisce andare dove c’è qualcosa di più comprensiblile, in una parola qualcosa più friendy.

    Certo che verrò a dare un’occhiata sul tuo blog
    A presto!

  3. Ciao Leonardo, figurati! le slide mi sono piaciute per la semplicità e ho fatto qualche commento che spero possa essere utile a chi -confuso nella scelta di come fare un sito- dimentica che è molto importante, per impostare la strategia, sapere come fruiscono del mezzo i lettori/clienti.

  4. Il tutto sta nel diminuire il GAP tra modello del progettista/committente e modello dell’udente. Fare in modo che il disegno di un prodotto sia fatto su misura per i reali utilizzatori. Tanto semplice ed immediato quanto ignorato.

  5. Sono così convinto di questo che domani andrò a “litigare” alll’assessorato al tursmo della mia provincia Ag dove sto sviluppando la piattaforma on line e dove proverò a convincere i “committenti” del fatto che al flash bisogna sostituire siti strutturati in maniera semplice e che siano informativi e , anche, attraenti.

  6. posso fare un appunto alla tagline del tuo blog?
    Webusability a mio avviso non è “dare al client ciò che vuole”, ma disegnare per il cliente servizi facili da usare dai suoi utenti.

    Le sfumature sono importanti nell’usabilità;)
    Ho operato per anni nelle PA dopo essere passato per la e-commerce, ad oggi sono molto in verticale sul mondo e-healthcare, sempre occupandomi si web usability.

    TI auguro un grande in bocca al lupo pe rla provincia di Ag!

  7. Gli appunti sono sempre benvenuti, servono a stimolare la conversazione e, a mio parere, anche l’attenzione in quello che si fa, quindi sempre benvenuti!

    Potrei essere in accordo anche se, riflettendo, ti giro la domanda:
    Anche se ci sono molte eccezioni -non sempre cio che vuole il cliente è il meglio, vedi la tv- ma nel caso specifico dell’usabilità dei siti internet, quando parliamo di semplicità e facilità nell’uso non parliamo proprio di quello che vuole il cliente?

    nota: quando parlo di cliente intendo l’utente finale, che differenzio da colui che mi commissiona il lavoro

    Grazie per l’augurio per il lavoro con la Prov Ag !

  8. Grazie per la pronta replica!

    A dir eil vero i clienti chiedono cose che “gli assomiglino” non preoccupandosi che siano facili da usare… almeno questa la mia esperienza, magari sarò stato particolarmente sfortunato;)

    Ora che hai specificato la tua personalissima accezione della parola “cliente”, come reale fruitore dell’artefatto, tutto appare più chiaro.

    Devo ammettere che mi aveva tratto non poco in inganno, diciamo la trovo poco “usabile” come accezione:)
    Solitamente gli UTENTI sono i fruitori finali, tantopiù che c’è “qualcosa” che si chiama “User Cenntered Design Process”. Non credo che suonerebeb altrettanto bene client centered design process;)

    a presto;)
    Antonio

  9. devo dirlo i dibattiti mi piacciono mi sitmolano …
    dicevamo..
    il mio è un blog che -cercando di argomentare e dialogare sui temi della comunicazione, del marketing, del mktg turistico, dell’innovazione d’impresa- ha come target piccoli imprenditori, gente interessata a sviluppare progetti di innovazione sul web …
    Quando parlo di usabilità lo faccio perché cerco di far comprendere ad alcuni imprenditori che il sito migliore non è il più cool ma il più efficace nello sviluppare la relazione e nel creare quella conversazione che porta alla fiducia e, quindi, all’acquisto.
    Per me spiegare che un sito usabile non è solo un sito che segue un protocollo internazionale ma un sito efficace è fondamentale e posso fare ciò spiegando che è l’azienda che alla fine guadagna sullo sviluppo di una piattaforma efficace ed usabile e, questo lo fa, convincendo i clienti!

  10. Concordo a pieno su ogni punto!

    E’ compito etico di chi sviluppa, a mio avviso, illustrare alla committenza quelli sono i desideri dei potenziali uteni, ricordando che il sito saranno gli utenti ad usarlo e non solo il CEO di turno.

    In breve: se il sito lo facciamo come dic eil CEO, lui sarà ma… il sito non “fa guadagnare” la committenza, quinid la consulenza prestata sarà del tipo “one-shot” (non si viene richiamati).
    Per funzionare un sito deve essere usato dagli utenti non solo dal CEO! Non a caso i test di usabilità si svolgono tipicamente coinvolgendo utenti, non propriamente appartenenti al CDA dell’azienda commettinte;)

    Ho un progetto in corso che ha proprio lo scopo di divulgare messaggi come questo
    http://antoniogrillo.wordpress.com/2008/05/26/%E2%80%9Con-line-common-sense%E2%80%9D-per-rendere-la-rete-piu-vicina-agli-utenti/

    Invito te e chiunque sia sensibile al Web a misura di utente a dare uno sguardo a questo post.

    Sono incoraggiato che ci sia movimento anche lato Usabilità, cosa fino a qualche anno fa molto poco conosciuta. Proprio per questo motivo è utile far passare alla committenza messaggi esatti.

  11. sono felice di questo!
    quante volte sono stato guardato male: come, questo fa strategie di comunicazione e marketing e, per attrarre i clienti ci dice che dobbiamo fare un sito semplice! e che bisogno avevamo di lui?

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