Al resort di Sciacca? … le ceramiche di Caltagirone

ceramiche-di-sciacca

Come più volte ho detto in molti post di questo blog,  si stanno attivando nel territorio di Sciacca degli importanti investimenti economici nel settore turistico e principalmente il 29 maggio verrà aperto il più bel resort del mediterraneo con annesso campo da glof che dovrà portare -nel territorio saccense– flussi economici rilevanti vista la tipologia di visitatori e un’importante ritorno economico per l’immagine dei prodotti del territorio che proprio per il tipo di visitatori potrebbero ottenere un vantaggio d’immagine incredibilmente importante.

Il caso del quale parliamo riguarda il fatto che Sciacca, cittadina conosciuta principalmente :

  • per il suo carnevale
  • per la sua flotta di pescherecci e quindi per il suo pesce fresco e per l’industria ittico conserviera
  • per  la produzione di ceramiche artistiche

non potrà usufruire dell’importante ritorno di immagine dato dalla visibilità delle sue ceramiche all’interno del resort perchèper le pavimentazioni almeno- le ceramiche scelte sono quelle (bellissime anche quelle) di Caltagirone.

Svista di Sir Rocco Forte, incuria,  mancanza di attenzione o cosa?

Parte di una dichiarazione di Simone Di paola -giovane politico del territorio-  all’urbanblog  di Sciacca:

Non esitiamo a definire scandalosa la scelta della società “Rocco Forte” di arredare le suite del “Verdura Golf Resort” con maioliche provenienti da Caltagirone; scelta che giudichiamo lesiva del prestigio della Città di Sciacca e della dignità dei suoi più illustri maestri ceramisti.
Sia ben chiaro che non si tratta di imbastire una sorta di “guerra fra poveri”, fra Sciacca e Caltagirone.
Tuttavia, il semplice fatto che ad una delle nostre eccellenze più significative, come le ceramiche d’arte di Sciacca, che da sempre rappresentano un pezzo irrinunciabile della storia e dell’identità di questo territorio, venga deliberatamente preferito il prodotto di un’altra zona, specie in un momento così particolare, nel quale le aspettative dei saccensi nei confronti dell’investimento fatto da Sir Forte sono enormi, noi lo consideriamo un’insopportabile mortificazione del prestigio delle nostre migliori maestranze…..”

Certo che la pubblica amministrazione non ci abbia fatto una bella figura è charo, ma non limitiamoci solo a queste critiche, seppure  importanti.

Il sindaco Turturici aveva   parlato di accordi che si sarebbero fatti con la proprietà del resort per promuovere l’immagine del territorio usando prodotti del territorio all’interno della struttura ma, a quel che si è visto, questi accordi non sono stati portati avanti.

Non è la prima volta che propongo la creazione di aggregazioni dei ceramisti (per esempio ma non solo) con lo scopo di sviluppare la commercializzazione attraverso un marchio unico con un brand forte, strutture manageriali e professionisti  all’altezzanei mercati internazionali.

Ma vista la grande opportunità -offerta e non cercata da queste strutture- a maggior ragione mi chiedo:

  1. cosa  hanno fatto le associazioni dei ceramisti da quando si è saputo (tempo fa) che si sarebbe costruito questo resort?
  2. hanno mai avuto incontri con la direzione dello stesso resort in merito a possibili accordi per produrre determinati prodotti?

io non credo perché se così fosse si sarebbero potuti organizzare per tempo ed eventualmente -essendo Sciacca parte intergrante del distretto delle ceramiche siciliane assieme ad altri cinque poli importanti- sviluppare  quei prodotti tipo le ceramiche per pavimenti che, per motivi di mercato credo ma non ho dati, non sono più creati nel territorio.

Le ceramiche infatti a Sciacca si fanno in maniera molto artigianale ma, e qui sta il problema, non c’è nessuno che si occupi di cerare pavimentazioni di ceramica di Sciacca, ed è stato questo che ha detto sir Roccoforte intervistato: non c’è nesuna produzione di ceramiche per pavimenti a Sciacca, per cui …… ci rifaremo con altre ceramiche !

(sottintendendo a parer mio: avremmo dovuto chiederglielo noi di organizzarsi per farsi trovare preparati?)

Ma mi chiedo ancora una cosa:

Cosa faremo per i prodotti tipici alimentari del territorio che chiediamo di promuovere -attraverso l’acquisto da parte di roccoforte- nel mondo intero?

…. ummm…

aspettiamo che qualcuno tra i dirigenti della società  vada al mercato ortofrutticolo o al porto all’ora di rientro dei pescherecci a comprarli lì i prodotti ?

mi sa che continuando così questa battuta diventerà una predizione ..

però che peccato!

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