Buzzmetrics analizzare la reputazione di un marchio in rete

Vi giro questa breve citazione da la stampa

Riguarda il buzzmetrics sistema che analizza le conversazioni che sulla rete si fanno in merito ad un marchio e nasce dall’esigenza -poco conosciuta nelle imprese italiane- di monitorare attentamente quello che -in luoghi della rete molto conosciuti- si dice di loro, dei loro prodotti.

“Chiacchiere, consigli, scambi di opinioni: nel 2008, nel mondo 242 milioni di persone nel mondo hanno visitato blog, community o social network online e 16 milioni solo in Italia, il paese europeo, insieme alla Spagna, dove si registra il maggiore interesse per le discussioni via web. Tra forum e gruppi di discussione online, gli italiani trascorrono in media più di tre ore e mezza al mese, un dato in crescita di oltre tre punti percentuali rispetto al 2007.Sono i numeri presentati questa mattina a Milano da Nielsen Online in occasione del lancio in Italia di «Buzzmetrics», lo strumento per la misurazione del passaparola che corre sulla rete – il «buzz», appunto; il servizio, lanciato nel 1999 negli Stati Uniti e a partire dal 2007 in Europa, sbarcherà entro la fine di quest’anno anche in Cina e Giappone. Con esso le aziende potranno monitorare quantitativamente e qualitativamente la presenza di un marchio, una persona o un prodotto nelle discussioni online tra i consumatori. Uno strumento «molto atteso dalle aziende, che stanno comprendendo quanto sia importante ascoltare la voce dei consumatori sul web», ha spiegato Luca Bordin, managing director di Nielsen Online.

Il lavoro di Buzzmetrics inizia con l’indicizzazione delle fonti, per ora forum, blog e newsgroup; segue l’estrazione dei contenuti rilevanti per la ricerca e la suddivisione in categorie. Infine, i ricercatori scelgono un campione di messaggi e ne vanno ad analizzare e confrontare i contenuti. «Sono oltre 22 milioni gli italiani che navigano in internet, vale a dire un terzo dei consumatori – ha detto Cristina Papini, sales&project manager di Nielsen Online – e l’85% di loro prima di acquistare qualcosa fa ricerche sul web». Quanto ai consumer-generated media, i contenuti generati dagli utenti in internet, «il 10% degli italiani con più di 14 anni – ha spiegato Cristina Papini – partecipa attivamente a blog e forum, mentre quasi il 30% li legge d’abitudine». Il 70% degli utenti dei consumer-generated media ha tra 18 e 49 anni; il 10% ne ha meno di 18, mentre il 17% è compreso tra i 50 e i 64 anni e il 3% ne ha oltre 64.”


In italia,  pur non essendo ancora molto sviluppato l’acquisto on line lo è, invece  l’infocommerce, ovvero la ricerca di  informazioni positive e negative nella rete sui prodotti o i servizi forniti dalle imprese.

Le percentuali per le successive scelte d’acquisto si basano quasi totalmente quando c’è, sull’esperienza diretta che ci trasmette colui di cui ci fidiamo, o atrimenti,  su quello che si trova in giro per la rete.

La forza di queste informazioni sta nel fatto di provenire non dal circuito tradizionale della comunicazione d’impresa o degli uffici stampa, ma  da persone che un prodotto lo hanno acquistato e del quale vogliono  parlare in maniera positiva o negativa dimostrandone la conoscenza e -soprattutto- disinteressate dalla vendita di quello stesso prodotto ma interessate a promuovere -perchè  ritenuto buono- un prodotto o parlarne male quando ritenuto cattivo.

Questo tipo di comunicazione -che è sempre esistita ma è enormemente cresciuta- per i consumatori consapevoli è diventata una importante possibilità – mai avuta in precedenza- per parlare dei prodotti.

Ps: per mia esperienza stupiscono queste informazioni  per i particolari e l’attenzione verso i dettagli che si vedono nei dibattiti, il che dimostra come -per quel che riguarda la comunicazione d’impresa- queste [le informazioni] dovrebbero essere utilizzate per coprire difetti e bug, offrendo -ai clienti- la possibilità di ricredersi e creando quel circuito virtuoso di attenzione/conversazione/comprenzione dei problemi/risoluzione di questi/analisi dei risultati che è alla base del successo duraturo e a lungo termine di un impresa e dei suoi prodotti e, quindi, del suo management e /o imprenditore.

Già da tempo era diventato un business negli Usa, poco tempo fa anche in Europa e a breve nell’estremo oriente.

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la citazione è dell’ articolo de “la stampa” che potrete trovare qui .

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