Carnevale di sciacca 2009 e strategie di comunicazione pubblica 1° parte

Giovedi inizia per il 109° anno il Carnevale di Sciacca, una manifestazione che  potrebbe essere molto più utile per l’immagine della città e per lo sviluppo economico, rispetto a quanto non lo è stata  fino a questo momento.

Uno dei  principali punti di forza di una strategia di comunicazione pubblica e maketing territoriale che non deve essere solo cittadina, ma che potrebbe essere integrata con la strategia di promozione della provincia, è, appunto, l‘esistenza di eventi particolari che possano essere utilizzati  come perno centrale dal quale partire per lo sviluppo della strategia complessiva.

Il carnevale di Sciacca sia per la città che per la provincia è, e dovrebbe essere considerato, un valore aggiunto.

Programmare le azioni da compiere e concordarle con le parti è il primo obbiettivo che si dovrebbe raggiungere:

Alla fine del carnevale si dovrebbero fare le analisi dei risultati e, partendo da quello che si deve migliorare, organizzare varie azioni che possano migliorare l’edizione successiva.

Quello che farei -se qualcuno mi chiedesse una consulenza-  inizialmente sarebbe fare sedere attorno ad un tavolo tutti coloro che hanno un ruolo nella manifesatazione -e quando dico tutti intendo anche i commenrcianti, le associazioni culturali e sociali, i rappresentanti dei cittadini e  naturalmente gli organi istituzionali-  per discutere e programmare.

Questi dovrebbero creare una struttura, consorzio, associazione di scopo o comunque qualcosa di giuridicamente chiaro, i cui vertici sarebbero da giudicare solo ed esclusivamente per l’efficacia del loro lavoro e per il raggiungimento dei risultati che erano stati prefissati.

Questa associazione dovrebbe, utilizzando tutti gli strumenti di lobbing di cui la politica si nutre e cercando di ottenere parte di quei finanziamenti -che spesso vanno persi- provenienti dalla comunità europea e destinati allo sviluppo sociale delle popolazioni svantaggiate, dovrebbe dicevamo fare di tutto per fare crescere la maninfestazione e farla diventare economincamente conveniente  per tutti i cittadini del territorio.

Come?

Per esempio e sono solo degli esempi di massima che hanno lo scopo di dare un imput, per la programmazione sarebbe necessario chiarire gli obbiettivi e gli strumenti disponibili per ottenerli- per esempio creando una struttura interna che diaologhi con gli albergatori soprattutto dei piccoli alberghi in centro città ma anche dei b&b, cercando di attrarre i turisti vendendo dei pacchetti comprensivi di visite ai musei e ai luoghi storici della città e dei dintorni a prezzi contenuti e magari sgravando gli stessi turisti dell’organizzazione del volo anche qui facendo accordi con le compagnie aeree che arrivano nel nostro territorio, o ancora creando altre strutture dedicate che si occupino di pubbliche relazioni e rapporti con i media, di promozione fatta in maniera efficiente, nei posti e con i target giusti, e non giusto per spendere qualcosa.

Ma anche incentivando la creazione di momenti per la promozione dei prodotti tipici del teritorio che, offerti agli ospiti, potrebbero essere conosciuti su scala nazionale.

Non sarebbe difficile, organizzare ma soprattutto promuovere per tempo queste iniziative creando anche in questo caso degli standard che possano  rendere esteticamente attraneti questi micro eventi all’interno dell’evento principale.

Queste sono cose che richiedono principalmente organizzazione  e volontà di fare.

Molti dei paesi e delle città dove il carnevale, pur non essendo vecchio e sacro per il territorio come lo è a sciacca, è stato considerato cone un valore aggiunto per attrarre turisti -in un periodo non molto ricco di  flussi di viaggiatori- hanno capito l’importanza dell’organizzazione strategica di questi e, chi più chi meno, sono comunque riusciti a ottenere risultati migliori dei nostri.

Nelle televisioni nazionali in questi giorni si sono visti molti servizi sul carnevale e coloro che sono riusciti ad averli otterranno sicuramente molte visite.

In Sardegna come in Sicilia, a Viareggio come ad Acireale, più che pubblicizzare il carnevale nelle televisioni locali come si fa a Sciacca (non capisco a che serve, magari sono le uniche che si riesce a contattare !) si cerca di trovare qualcuno che ne parli a coloro che l’evento non lo conoscono per  attrarre gente che altrimenti non verrebbe.

Si cerca di rendere più semplice il lavoro alle maestranze e di offrigli degli spazi che siano funzionali a svolgere il loro lavoro ea rendere anche questo un evento, un pre-evento.

Si cerca di attrarre sponsor che -in cambio della visibilità ottenuta- organizzino premi,creino fondi da utilizzare per il carnevale, e che -perché iteressati dall’evento- ne parlino,azioni che  portino valore aggiunto  all’economia della città.

Il carnevale dovrebbe poi utilizzare le immense risorse che la rete offre per la creazione di buzzy -si dice in gergo- che invoglino tutti coloro che possono a passare qualche giorno nella nostra città.

Per fare questo si dovrebbero studiare i flussi i target di possibili ospiti e creare dei micro eventi che possano attrarli [sommariamente e non avendo dati specifici possiamo comunque dire che]:

Sarebbe comunque utile organizzare:

  • (per professionisti dai 35 ai 55 anni) feste in maschera all’interno di palazzi storici per quegli ospiti che potendosi permettere spese importaniti per i vestiti hanno la voglia di esibirli anche disposti ad alti costi d’ingresso alle feste, se organizzate in maniera professionale.
  • (per over 60) per questo tipo di ospiti si porebbero [offrendo dei servizi attraverso la formazione di personale specificamente dedicato] organizzare dei tour che permettano  di fare il giro dei carri ed avere una spiegazione esauriente sul significato dei vari inni e sulla simbologia dei carri, di conservare gadget maagari creati da artigiani del posto  (attivando anche qui circuiti economici virtuosi  per esempio per le tipografie che dovrebbero stampare gli opuscoli, per i creativi che dovrebbero creare, ecc  )
  • infine  incentivare i giovanissimi (organizzati dalle scuole, dalle parrocchie, dai centri culturali) che magari ottenendo dei gadget dell’evento, sarebbero anche essi disposti a pagare qualcosa.

Organizzare bene, analizzare gli errori, programmare,  promuovere e creare rapporti, formare personale che sia di front e che possa fare svegliare la curiosità della gente, avviare rapporti con il maggior numero di organizzazioni profit e non del territorio e di altre regioni arrivando ad accordi che -studiati per dare visibilità al carnevale- potrebbero essere un ottimo strumento di promozione di altre bellezze della nostra città e della provincia tutta.

In pratica cercare di spiegare, raccontare il carnevale e quelli passati, la sua storia e quindi rendere diffusa la conoscenza dell’evento a coloro che parteciperanno che -a loro volta- raccontando sarebbero ottimi veicoli di promozione (viral marketing ) e creazione di interesse.

…. vi aspetto per la seconda parte dell’articolo

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