Comunicazione pubblica in Sicilia

La comunicazione diventa sempre più un asset strategico per le PA che vogliono differenziarsi e crescere in termini di visibilità dei territori e di politiche di innovazione nel rapporto con gli amministrati.
Il territorio italiano è ancora oggi -assieme a quello francese- molto ricercato per la classica “vacanza culturale” che diventa sempre più “essenziale” e numericamente rilevante, vista la continua crescita della middle class del mondo intero.
Le città d’arte ci insegnano che -vista la fortuna insita nelle bellezze culturali ma anche naturalistiche che abbiamo [vedi la crescita continua del trentino] – basta l’organizzazione seria delle risorse e delle strutture disponibili in termini di servizi al cittadino per creare i presupposti per un turismo culturale coinvolgente.
Una buona politica strategica e unitaria di comunicazione e di visibilità che metta assieme la natura, la bellezza delle cittadine siciliane, l’arte, la storia e la cultura e i prodotti tipici di queste terre con strutture ricettive adeguate e politiche di servizi al turista, basterebbe per mettere il brand sicilia nella condizione di competere a livello mondiale.
Ci vorrebbero tempo e professionalità dedicate, ma si dovrebbe pur cominciare.
Ne parlavo in questo post
Il territorio italiano complessivamente perde appeal ma, al contrario, quelle realtà che hanno saputo sviluppare strategie adeguate hanno dei trend positivi, e costanti.
E’ attiva in tal senso l’associazione dei comunicatori pubblici siciliani [ecco il link al facebook] che si è data il compito di portare avanti una condivisione di “best practices” tali da mettere tutte le amministrazioni che lo vorranno in grado di potere sviluppare politiche attente al cittadino, ma io spero anche al turista, al rispetto e alla salvaguardia del territorio e della qualità dei prodotti che da questo provengono.
Spero che questa associazione -se necessiterà sarò fiero di dare il mio contributo- si preoccupi di agevolare lo sviluppo di quei modelli, consortili per esempio, che in Toscana con l’olio e con il vino ma anche in Emilia romagna con le migliori produzioni italiane in ambito di food and beverage, hanno permesso di creare quel rapporto tra territorio, prodotti simboli di quei territori, artisti che in quei territori hanno lavorato e vissuto assaporandone i gusti e rappresentandone le particolarità, rapporto che è servito ad attrarre turisti e a dare valore al territorio stesso (al suo brand), quel valore che -sul modello del chiantishire dovrebbe diventare l’esempio principale delle strategie delle PA siciliane.

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