E della memetica che ne dite?

leggevo ieri un’articolo su tgcom I memi questi sconosciuti, riguardava la pubblicazione di un libro: “introduzione alla memetica” che per farla breve è lo studio dei memi come unità di informazione che passa da un individuo all’altro e, le autrici, Simona Collina e Vincenza Simonte, in sintonia con lo spirito del tempo hanno dato un taglio commerciale al libro collegandolo con la comunicazione virale, il marketing on line, il social networking.
Eppure questo meme io lo avevo gia sentito e riflettendo un attimo mi ha fatto ricordare di quel docente di letterature comparate che all’incirca nel 2001 ci aveva fatto studiare Aby Warburg, uno ricco storico dell’arte “amburghese?” che (per dirla terra terra ) aveva fatto un atlante delle immagini del mondo e il collegamento tra queste era di tipo reticolare, non classico rispetto al periodo, la fine dell’ottocento.
Non avevo compreso appieno la portata della “scoperta” miscuglio di biologia studi sulla memoria e studi sul comportamento degli uomini e degli animali, di studi su come i segni siano percepiti e significhino, su come forme diverse hanno significati diversi in culture diverse.
L’approccio, di warburg morì povero ed era stato molto ricco in vita, è stato seguito dopo decenni di silenzio, da studiosi di varie discipline dalla biologia alla psicologia alla semiotica e continua ad ispirare autori che lo citano:”Per esempio, nel convegno Types of phylogenic memory: the intersecting theories of memetics, morphic fields, semiotics, collective agency and theatrum mundi (Spagna-Austria 2004-2005), Warburg è richiamato non solo in un saggio specifico (S. Lutschinger, Mnemic Inversions. A Lecture on Warburgs Cultural Semiotics), ma anche, se pur di sfuggita, nell’ampia introduzione ai lavori, là dove Mnemosyne viene segnalato fra gli antenati del termine memetica (Phylogenic memory 2004-2005).” Il testo citato si trova in questo saggio
Voglia di Trovare del nuovo da inserire nell’affaticato mondo della pubblicità commerciale tradizionale o nuovo modo di creare memorie condivise, scoperta avvincente sul trasferimento delle informazioni da individuo a individuo ….. per mezzo dei memi?
Vediamo un po’ più esattamente
Ammessa l’esistenza, o almeno l’operatività, dei memi nella trasmissione della cultura, la memetica indaga, ancora in analogia con la teoria genetica ed evoluzionistica, l’affermazione, la regressione, la mutazione, la sopravvivenza dei memi stessi, si interroga su quali siano i canali di replicazione e diffusione, cerca di individuare le aree del cervello coinvolte in quest’ attività e’da ultimo, se è mai possibile, tenta di riscontrare la natura fisica del meme.

Il concetto di meme è apparso per la prima volta nel 1976, nel libro Il gene egoista del biologo evoluzionista inglese Richard Dawkins (DAWKINS [1976, 1989] 1995), e da allora meme e memetica si sono diffusi a macchia d’olio, evolvendo e modificandosi, contagiando disparati campi di ricerca ………
Qualunque giudizio si voglia dare su questa nuova branca del sapere, e sull’interesse o meno di seguire un collegamento di essa con Warburg, il solo fatto che il nome dello studioso amburghese sia emerso e continui ad emergere in questo come in altri contesti può essere una prova a posteriori, o perlomeno metaforica, del carattere memetico del suo pensiero.
Latente per decenni, circoscritto in enclave ristrette, è riapparso in zone diversificate della cultura; da allora è soggetto a diffusione, replicazione, mutazione. Il corpus esteso e distribuito della sua opera (indagini + Biblioteca + Mnemosyne) è continuamente sondato anche alla ricerca di idee che perdurano, di intuizioni che riemergono e operano nell’attuale, come fossero dei memi che abbiano attraversato habitat sterili o avversi e siano sbocciati con il tempo e in condizioni più favorevoli.

Un esempio: gli stenografici appunti warburghiani per la disposizione dei pannelli di Mnemosyne non hanno forse in nuce la struttura dei flow-chart, i diagrammi di flusso usati per la costruzione di documenti ipermediali? E questa affinità non è diventata riconoscibile solo in questi ultimi anni, quando cioè si è affermato il meme dell’ipermedialità, con il concetto di collegamento (link, Verbindung)?”
Interessante no ?

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