organizzazione aziendale e marketing

Caldo e impegni mi tengono lontano più di quanto vorrei da questo blog ma mi impegno ed impegnerò anche ad agosto.
Siamo arrivati alla terza pillola che riguarda più chiaramente il perché del mancato sviluppo in Italia e specialmente al sud di divisioni, reparti, chiamateli come volete voi, che, all’interno delle aziende si occupassero di marketing nel senso proprio del termine facendo ricerca, analisi di mercato, essendo una leva strategica dello sviluppo di nuovi prodotti, nuove linee…

L’unico modo considerato, come dire, di successo e propugnato dai grandi guru internazionali nelle loro teorie radicate più nella cultura americana che in quella italiana, metteva al centro dei processi di marketing campagne di massa, spesso in tv e per tempi “importanti”, che non sempre potevano nell’immediato portare risultati tali da recuperare le spese investite…

Le agenzie di pubblicità organizzavano le campagne in quasi assoluta autonomia e i creativi proponevano cose che spesso non erano minimamente comprese dagli imprenditori, ma questi….si fidavano.

Facevano un investimento per esempio di 100 milioni e, ottenevano, nei mesi successivi alla campagna, 20 milioni in più rispetto alla media…., poi di nuovo tutto normale…

dopo un paio di giri la gran parte di imprenditori ( quelli meno lungimiranti o con meno disponibilità dal punto di vista finanziario) abbandonavano e……sconsigliavano agli amici di avvicinarsi a questi mangia soldi.

Le imprese infatti non organizzavano gli investimenti in marketing e comunicazione in maniera integrata non si prefissavano gli obbiettivi da raggiungere e le modalità per raggiungerli, non sapevano come misurare i risultati raggiunti.

In pratica non pianificavano, non regolavano la comunicazione e non immaginavano controlli per stabilirne l’efficacia.
Credevano nel modello americano ma non avevano voglia di assumere, prima come ora, dipendenti che avrebbero dovuto necessariamente avere un pò di autonomia e un inquadramento dirigenziale, furbamente, credevano loro, lasciavano in carico tutto questo alle agenzie di pubblicità, non sapendo che questo non era il loro lavoro.

Solo chi non ha idea del marketing non avrà capito che parlo del fatto che la pubblicità è uno ed uno solo e anzi oggi quasi inutile (se non per fare branding ma ne parleremo) strumento del marketing e della comunicazione aziendale,.
Se un muratore volesse costruire una casa solo con un badile…
lo immaginereste mai raggiungere l’obbiettivo?.

Il professionista che organizza, pianifica, analizza e controlla l’efficacia della comunicazione e del marketing aziendale infatti avrà tanti strumenti da utilizzare in situazioni diverse ed in mix con la pubblicità, studiando la stagionalità di un prodotto e la coda di vendite sua e dei concorrenti per esempio, o analizzando i mercati vicini immaginando prodotti con i quali rosicchiare ai competitor, o ancora pianificando le promozioni in periodi di bassa vendita per incrementarla, studiando i prodotti più appetibili nel mercato, analizzando il più possibile i consumatori cercando di comprenderne i bisogni, facendo il proprio lavoro avrebbe più possibilità di riuscire nell’obbiettivo e di considerare più o meno conveniente una singola apparizione, seppure in un media visto da milioni, o una campagna fatta in riviste specializzate che con lo stesso budget assicurerebbe tempi più lunghi di visibilità ed, anche se ad un target più piccolo, sicuramente più interessato ( molti guardano la TV senza guardarla e ascoltano la radio non ascoltandola, in maniera passiva, sfogliare una rivista specializzata vuol dire volere trovare, sapere e non subire un informazione -come quella che viene dai media di massa e che se non adeguatamente “passata” come si dice in gergo in pratica non serve a niente-…….

Hanry Mintzberg in un meraviglioso libro sulla progettazione dell’organizzazione aziendale ci dimostra quanto sia stupido oltre che anti economico non volere spendere dei soldi che -se ben spesi- ne potrebbero far guadagnare molti di più invece che perderne abbastanza ( un docente di filosofia che taglia il prato fa un azione anti economica perche lui come docente ha una professionalità che gli permette di fare cose che altri non sanno fare come insegnare filosofia guadagnando 20$ all’ora, facendo questo potrebbe pagare il giovane vicino di casa che ancora studente non ha una professionalità e quindi taglia l’erba per racimolare qualche soldino; 10$ per il prato del professore) cosi il professore avrà fatto bene quello che sapeva; il vicino guadagnato 10$ e il professore non facendo male quello che non sapeva fare ha guadagnato anch’egli 10$)

alla prossima pillola dove parleremo della magica rivoluzione del marketing che è data dallo sviluppo enorme delle nuove tecnologie e da quella che per certi versi proprio oggi sembra un po in crisi ma che è il futuro, il divenire che è la vicinanza di popoli, nazioni terre che ora si chiama globalizzazione e che spero possa divenire GLOCALIZZAZIONE ( la globalizzazione dei costumi locali, la vicinanza delle identità e dei valori locali e non la perdita di questi)
A presto!!!!!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...