Modelli di marketing territoriale: A chi il compito di progettare Il futuro dei territori?

I dati generali dimostrano che i  territori termine molto poco usato fino a circa due anni fa, e tremendamente abusato oggi, attraverso una capacità di fare sistema e di utilizzare le staordinarie peculiarità tipiche che li caratterizzano, diventano i principali fattori di sviluppo dal basso dell’economia.

La capacità di conoscere quindi questi territori, le loro peculiatità, i loro malesseri è diventata, anche per la politica (come si è visto dalle ulime elezioni), molto attraente.


Le agenzie di sviluppo locale, però, specialmente nel sud, non sono come spesso ci si aspetterebbe delle “vere agenzie per lo sviluppo” ma, per una serie di ragioni tutte politiche e vi assicuro con reponsabilità sia di destra che di sinistra, sono diventate sempre più spesso il posto nel quale “posizionare” con incarichi diversi “gli amici, i colleghi di partito che non sono stati eletti” spogliandole di tutte quelle che dovrebbero essere le prerogative di queste proprio a causa dell’incompetenza e del disinteresse dei dirigenti.

Nascono, allora, e in misura diversa nei diversi territori siciliani,  delle associazioni no profit, onlus, che cercano di “sopperire alla mancanza di stategie di sviluppo territoriale” riunendo il maggior numero di attori di questi micro sistemi e cercando di organizzare le idee e di sedersi a discutere assieme di come queste si possano realizzare facendo quello che dovrebbero fare i comuni le province ecc…
Esempi pratici ne potremmo citare ma non è questo che ci interessa, la provincia di Ragusa per fortuna competenza o entrambe ha, nel corso degli ultimi anni ottenuto dei successi di “sistema” come per esempio la splendida pubblicità fatta dalla serie tv il “commissario Montalbano” ai suoi meravigliosi paesini e alle spiagge, alle chiese ecc.. tipico esempio di successo del “marchio sicilia” così complicato da spiegare a quegli imprenditori e anche e sporattutto ai dirigenti politici che spesso sono troppo impegnati nella gestione della burocrazia e, purtroppo delle clientele.


Queste azioni di sistema hanno permesso di incrementare il turismo
, quello di nicchia, quello culturale, quello naturalistico, gli agriturismi, la forte economia agricola sicuramente meglio organizzata che in altre aree della Sicilia, Pachino e il suo pomodorino sono un esempio, hanno permesso alla provincia di ragusa di avere alti tassi di occupazione, di occupazione femminile, anche se con i limiti delle “distorsioni delle agevolazioni”, ma è un’altra storia.
Concordare con gli attori sociali del territorio le azioni, gli strumenti da utilizzare, le risorse da spendere ( la comunità europea ha concesso anche per questo quinquennio alla sicilia la possibilità di rimanere all’interno dell’obiettivo convergenza (ex obiettivo 1)  dando ai buoni e volenterosi amministratori la possibilità di usufruire di ingenti risorse per colmare quel gap tecnico, strutturale, professionale ma che è, anche, per la mia esperienza anzi forse soprattutto culturale ) discutendo con obiettivi specifici facilemte misurabili in termini di efficacia è il primo compito che le instituzioni si dovrebbero dare.

Sono sicuro che molti giovani professionisti del territorio, Io in testa, sarebbero felici di potere essere utili per la causa impegnandosi ognuno per le proprie competenze per rendere in fretta vivibile ed economicamente attraente questa fantastica isola del mediterraneo.

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